Venezia applaude Ermanno Olmi

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Presentato fuori concorso l'ultimo film del regista italiano. "Il villaggio di cartone" è una dura riflessione sul tema dell'accoglienza. In sala stampa il regista ha attaccato la Chiesa. TUTTI I VIDEO E LE FOTO

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VENEZIA –
In laguna è il giorno di Ermanno Olmi. Un film applauditissimo e una conferenza stampa ricca di spunti polemici. Così Ermanno Olmi si è preso la scena, lui che non ha mai amato la ribalta dei flash e delle telecamere. Ma i temi trattati nella sua ultima pellicola sono di un’attualità così pesante che le scintille erano già nell’aria. “Il villaggio di cartone” è la storia di una chiesa sconsacrata che diventa un rifugio per extracomunitari. Presentato fuori concorso al Festival del Cinema Di Venezia, il film vive di metafore forti. Nella scena di apertura si assiste allo smantellamento della chiesa. Tutti gli orpelli religiosi, compreso il crocifisso in cartone, vengono rimossi. Ma proprio da quel momento la struttura ritrova la sua natura caritatevole ed evangelica. Riscopre, insomma, la funzione primaria. Grandi applausi in sala, come è stato nei giorni scorsi per le pellicole di Crialese e Paterno.

In conferenza stampa, un rilassato Olmi ha risposto senza freni alle tante domande. "Troppo facile inginocchiarci di fronte a un crocifisso, che è solo un simulacro di cartone. Bisogna, invece, accogliere chi soffre come gli extracomunitari, gli emarginati, i drogati". Il regista bergamasco ha lanciato una frecciata anche nei confronti della Chiesa Cattolica: "Dovrebbe ricordarsi più spesso i dettami del cristianesimo". Il tema dell’accoglienza, dunque, sembra il filo sottile che unisce tre film molto diversi tra loro come "Terraferma" di Crialese, "Cose dell’altro mondo" di Paterno e "Il villaggio di cartone" di Olmi. Non può essere una coincidenza. Lampedusa e Venezia sono più vicine di quanto dica la cartina.           

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