Amy Winehouse, gli amici le rendono omaggio in concerto

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Sul palco di Greenwich, in Inghilterra, si è esibito Mark Ronson, produttore dei successi dell'artista. Insieme a lui altri colleghi della star. Nuove indiscrezioni sul decesso: per i genitori la cantante sarebbe stata uccisa dall'astinenza da alcol

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Era un suo amico e il suo produttore, l'uomo dietro al successo dell'album Back in black. Giovedì 27 luglio Mark Ronson ha dedicato a Amy Winehouse il suo concerto a Greenwich, in Inghilterra. E' stata la sua prima esibizione dopo la scomparsa della soul singer e durante la performance ha cantato le hit composte insieme, Rehab e Back to Black accompagnato anche da altri amici dell'artista.

L'omaggio degli amici -
"Amy Winehouse era un genio e ha prodotto musica migliore della mia", ha detto Ronson, incoraggiando il pubblico a cantare più forte e più a lungo possibile. Poi ha invitato sul palco Zalon Thompson and Heshima Thompson, vocalist della band della Winehouse, ma anche il frontman degli Zutons Dave McCabe e con loro ha cantato Valery - brano degli Zutons di cui lui e la Winehouse incisero una bella cover nel 2007 (guarda il video in fondo). Infine sul palco è salito Charlie Waller, cantante dei Rumblestrips, per una riproposizione insieme alla band di Back To Black e Rehab, le hit del disco della loro collaborazione.
"Al suo funerale è stato detto che la vita di una persona si misura dalle cose prodotte e non negli anni che ha vissuto, e quelle che lei ha realizzato sono state maledettamente speciali", ha detto Ronson al pubblico. Il produttore e musicista era tra i pochi intimi ammessi dalla famiglia ad assistere alle esequie di Amy Winehouse.



La famiglia: "A ucciderla è stata l'astinenza dall'alcol" - Intanto mentre si attendono i risultati dell'autopsia dell'artiste emergono nuove ipotesi sul decesso. Secondo i genitori della cantante a ucciderla è stata l'astinenza da alcol. Il suo medico le aveva infatti consigliato di ridurre poco alla volta, ma lei invece aveva smesso completamente di bere per tre settimane, fatta eccezione per tre sere prima della sua morte, quando aveva consumato grandi quantità di gin e Red Bull. Quando smettono di bere, i grandi bevitori soffrono di delirium tremens, una condizione che li può far finire in coma, in stato d'incoscienza o che può provocare pericolosi attacchi epilettici.

Le allucinazioni -
Amici della star hanno infatti raccontato al Daily Mirror che la Winehouse negli ultimi tempi soffriva di una serie di problemi di salute. La notte non riusciva a prendere sonno e a volte veniva colta da crisi epilettiche e allucinazioni, con visioni di topi bianchi che le correvano tra i piedi e persone che uscivano dagli specchi.
"Le allucinazioni la terrorizzavano. Il confine tra realtà e fantasia era sempre più confuso e lei questo stato lo trovava intollerabile", ha detto la fonte, aggiungendo: "Anche se non avrebbe più toccato alcol e droghe, sapeva che la sua salute era rovinata. Fisicamente era distrutta".

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