Via Gradoli, tra sesso e politica. Arriva la sit-com

Un fotogramma della sit-com "Trans", con le quattro protagoniste
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Il canale web Flop tv lancia la puntata pilota di "Trans", una serie "politicamente scorretta" ambientata a Roma, nei luoghi dove si consumò la vicenda Marrazzo. Protagoniste, quattro sudamericane. Tra i personaggi, un onorevole, "cliente abituale"

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Quattro trans, via Gradoli, un pusher cocainomane e un onorevole “cliente abituale”. Il mix appare tutt’altro che casuale. E riporta alla mente certe vicende assurte agli onori della cronaca politica degli anni recenti. Ecco perché “Trans”, la nuova sit-com lanciata su Flop Tv, la web-tv di Fox, (clicca qui per vedere la prima puntata online) non passa inosservata. E non è passata inosservata a Roma, dove la serie è ambientata. Perché proprio via Gradoli è il luogo dove si è consumato lo scandalo che ha travolto l’ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. E chi ha ideato la serie non fa nulla per evitare la coincidenza. Anzi.

“’Trans’ è una sit-com politicamente scorretta ambientata in un condominio fatiscente di via Gradoli, dove un gruppo di quattro simpatiche trans sudamericane sui trent’anni, si dividono tra il difficile ma appagante lavoro di prostitute e i piccoli grandi problemi della vita”, si legge nella breve presentazione della serie diretta da Marco Costa. Esmeralda, Minni, Lady Ritona e Carlà (ovviamente un omaggio alla first lady di Francia Carla Bruni), vivono una singolare quotidianità tra le loro quattro mura tra silicone, abitini succinti e “orgette fantasia”. E nella puntata pilota sembrano muoversi sul set di una sorta di “Friends” in salsa Lgbt (l'acronimo che sta per lesbiche, gay, bisessuali e transgender), con battute piene di doppi sensi accompagnate dalle classiche risate registrate e applausi finti, come in ogni sit-com statunitense che si rispetti.

Sullo sfondo, le allusioni a certi scandali degli ultimi anni, con personaggi come il deputato “cliente abituale” Luigi Piersanti, ma anche il “corista del Vaticano”, fidanzato di una delle ragazze. Il tutto trattato “in chiave comica e assurda”.

Ma mentre la puntata pilota inizia a circolare sul web, qualche problemino arriva proprio dalla romana via Gradoli, quella vera. Perché un gruppo di cittadini, il Comitato per via Gradoli, è sul piede di guerra per aver sentito etichettare dal regista la loro zona come “bassifondi della periferia”. Va bene tutto, ma per i luoghi si esige rispetto.

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