Addio a Amy Winehouse, dall’autopsia la verità sulla morte

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Secondo i tabloid la cantante, dopo un periodo di astinenza, il giorno prima del decesso aveva assunto un cocktail di droghe, poi rivelatosi fatale. La polizia non conferma. La famiglia: “La sua scomparsa ci ha lasciato un vuoto profondo”

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E' prevista per lunedì 25 luglio l'autopsia che dovrà far chiarezza sulle cause esatte del decesso di Amy Winehouse, la cantante trovata morta nella sua casa di Londra sabato 24 luglio. Dalle ricostruzioni fatte dai giornali britannici, sembra che da alcune settimane la cantante 27enne non assumesse più droghe, ne' alcolici. Questo fino a venerdì sera, quando secondo i tabloid era caduta in depressione per la rottura definitiva con il fidanzato, il regista Reg Traviss. Di qui la decisione di raggiungere uno degli spacciatori di Camden Town per prepararsi un cocktail di cocaina, eroina, ecstasy e ketamina. Ma c'è chi parla di un'overdose di ecstasy "cattiva". La polizia, però, sottolinea che si tratta solo di congetture e che la verità sulla morte di Amy Winehouse arriverà solo dagli esami autoptici.

La famiglia della cantante, in un comunicato, ha reso omaggio a quella che ha definito “una meravigliosa figlia, sorella, nipote”. La morte di Amy Winehouse ci ha lasciato "un profondo vuoto". "Ci stiamo riunendo per ricordarla e apprezzeremmo se in questo momento terribile ci fossero lasciato un po' di spazio e di privacy". La madre al Daily Mirror non ha negato i problemi di Amy con le droghe e l’alcol. “Era solo questione di tempo”: ha detto. Davanti all'appartamento della Winehouse a Camden, nella zona nord di Londra, i fan hanno deposto, fiori, candele (LE FOTO). La data dei funerali sarà decisa solo dopo l'autopsia.

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