Ai Nastri d'Argento trionfa Nanni Moretti

Nanni Moretti alla serata di premiazione dei Nastri d'Argento
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"Habemus Papam" si porta a casa sei premi, tra cui quello per il miglior film. Miglior attore protagonista è Kim Rossi Stuart per "Vallanzasca". "Nessuno mi può giiudicare" è invece la miglior commedia

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Stravince Nanni Moretti ai Nastri d'Argento: con ben sei premi su sette candidature "Habemus Papam" è il film più votato quest'anno dai giornalisti cinematografici e porta a casa, con il Nastro al regista del miglior film, anche i premi per soggetto (Moretti con Francesco Piccolo e Federica Pontremoli), scenografia (Paola Bizzarri), costumi (Lina Nerli Taviani), fotografia (Alessandro Pesci) e miglior produttore dell'anno (Nanni Moretti e Domenico Procacci). Tre sono i Nastri per "Vallanzasca - Gli Angeli del Male" di Michele Placido: attore protagonista, colonna sonora e miglior montaggio, rispettivamente per Kim Rossi Stuart, i Negramaro e Consuelo Catucci.

"Nell'anno della commedia - dice anche a nome del Direttivo nazionale Laura Delli Colli, presidente dei giornalisti cinematografici - i Nastri d'Argento vanno in netta controtendenza e premiano, con il cinema d'autore, soprattutto il 'ricambio' del cinema italiano, segnalando la conferma di una nuova generazione di attori e un esordio sorprendente come quello di Alice Rohrwacher che ha vinto per in un'annata particolarmente ricca di opere prime interessanti". E anche tra le commedie la migliore è a sorpresa "Nessuno mi può giudicare" di Massimiliano Bruno, prodotto da Federica e Fulvio Lucisano (quest'ultimo premiato anche con un Nastro alla carriera) e interpretato da Paola Cortellesi, Raoul Bova, Rocco Papaleo e Anna Foglietta. Il film è stato selezionato in un ventaglio di ben dodici titoli invece della tradizionale "cinquina".

Oltre ai tradizionali riconoscimenti, quest'anno una novità: il Premio Antica Fratta-Nastri d'Argento andato ad Anna Foglietta ed Alessandro Siani ("Benvenuti al Sud", Nastro per la migliore sceneggiatura a Massimo Gaudioso), miglior attrice e miglior attore dell'anno nella commedia, i più "frizzanti" sul palco del Teatro Greco. Emilio Solfrizzi ha invece ricevuto il Nastro per la migliore canzone: "Amami di più", scritta con Francesco Cerasi e Alessio Bonomo per "Se sei così ti dico sì". A Mario Iaquone per "20 Sigarette" e "Il gioiellino" è andato il premio per il miglior sonoro in presa diretta. A Valeria Bruni Tedeschi - nell'anno in cui ha regalato un'interpretazione particolarmente importante anche per il significato sociale di un piccolo, interessante film come "Tutti per uno" di Romain Goupil - va invece il Nastro d'Argento Europeo 2011 che Bulgari ha realizzato quest'anno in un'edizione speciale.

Tornando al cinema italiano, Kim Rossi Stuart è il miglior attore protagonista 2011 ("Vallanzasca - Gli Angeli del male") ed anche il Personaggio Persol dell'anno, mentre Alba Rohrwacher ottiene il Nastro d'Argento come miglior attrice protagonista per "La solitudine dei numeri primi" di Saverio Costanzo, Giuseppe Battiston è il miglior attore non protagonista ("La Passione" di Carlo Mazzacurati, "Figli delle stelle" di Lucio Pellegrini, "Senza arte né parte" di Giovanni Albanese) e Carolina Crescentini la miglior attrice non protagonista per "Boris il film" e "20 sigarette". Alice Rohrwacher, sorella di Alba, con "Corpo celeste" presentato con successo al Festival di Cannes, è infine la migliore regista esordiente dell'anno.

I Nastri d'Argento sono stati votati dai giornalisti iscritti al sindacato. Assegnati dal Direttivo invece il Nastro d'Argento della 65ma edizione a Pupi Avati e i premi alla carriera di quest'anno: a Fulvio Lucisano, alla produttrice Marina Piperno e al regista Emidio Greco. Guido Lombardo ha già ritirato a Roma, in occasione dell'annuncio delle "cinquine", il Nastro d'Argento alla Titanus per "L'ultimo Gattopardo" di Giuseppe Tornatore e "1960" di Gabriele Salvatores ha vinto come miglior documentario dell'anno. Votati dai giornalisti anche i Nastri internazionali: per "Il discorso del re" di Tom Hooper e "Hereafter" di Clint Eastwood.

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