Buon lavoro, 8 puntate per ricordare Mike Bongiorno

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Dal 28 maggio su Sky Uno Nicolò Bongiorno, figlio del conduttore, sarà il volto del programma sul mondo del lavoro giovanile voluto dalla Fondazione intitolata al padre. Intanto è mistero sui due testamenti e sulla salma trafugata

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Il 26 maggio Mike Bongiorno avrebbe compiuto 87 anni. E la Fondazione che porta il suo nome, in collaborazione con Sky Italia, ha deciso di festeggiare quello che sarebbe stato il suo compleanno con un nuovo programma, "Buon lavoro", condotto dal figlio di Mike, Nicolò Bongiorno, e in onda dal 28 maggio su Sky Uno.
Un programma a sfondo sociale dedicato ai giovani, per offrire ai ragazzi dai 18 ai 35 anni un’arma in più per trovare lavoro. Proprio per ricordare l’attenzione che Mike aveva per l’attualità e per i problemi del mondo giovanile."Papà è entrato nelle case di tutti gli italiani dagli anni Cinquanta", ha raccontato Nicolò Bongiorno. "Per questo la Fondazione ha lo scopo di cercare di aiutare i giovani, di indirizzarli nelle aree più sensibili. E una di queste è proprio il lavoro". Sono otto puntate per trattare altrettante aree tematiche con l’apporto dei consigli di un esperto. All'esordio ci sarà il regista Giovanni Veronesi, che svelerà i segreti per intraprendere una carriera nel mondo della comunicazione.

Continuano intanto le polemiche sulla scoperta di un secondo testamento di Bongiorno. Daniela Zuccoli, la vedova di Mike, ha voluto commentare la vicenda del testamento, più vecchio di quello già in suo possesso, rubato dallo studio del commercialista milanese Livio Strazzera, poche ore dopo averne informato la famiglia dell’esistenza, e mai più ritrovato."Non c'è alcun mistero sul testamento di Mike", ha spiegato la Zuccoli. "Già sapevamo che il commercialista di Mike aveva subito un furto e in ogni caso il nuovo testamento annulla il vecchio".

Nel primo, quello rubato dall’ufficio di Strazzera, Mike comunicava l’intenzione di lasciare metà del suo patrimonio alla moglie e l’altra metà ai tre figli. Nel secondo, invece, quello in possesso di Daniela Zuccoli, Mike avrebbe scritto di donare alla moglie il 51% dei suoi beni. Se una differenza c'è tra la prima e la seconda stesura delle volontà del conduttore, ha spiegato la Zuccoli, seduta a fianco del secondogenito Nicolò, portavoce della Fondazione e volto del programma Buon lavoro, "è solo nella sua volontà di evitare diatribe tra di noi, assegnando a mamma un 1% in più, in modo che in caso di dubbi decidessi io, ma di beghe tra di noi non ce ne sono".

"Qui pare che abbia trafugato io la salma, ma non c'è – ha ribadito - nessun giallo alla Simenon". Anche perché dallo studio del commercialista milanese Livio Strazzera, secondo la vedova, non fu rubato solo il testamento di Mike, ma un'intera cassaforte. Per quanto riguarda invece il trafugamento della salma del celebre conduttore, avvenuto quattro mesi fa nel cimitero di Dagnente (Novara), "gli sviluppi non hanno avuto esito positivo, per ora si sono fatti avanti – ha raccontato Nicolò - solo sciacalli che ci hanno fatto perdere tempo".

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