Se Tarantino diventa arte

I capolavori di Tarantino diventano opere d'arte in mostra a New York.
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I film del regista di Pulp Fiction diventano opere d'arte e vanno in mostra. Dal pulmino di Jackie Brown alla mano sanguinante di Mr Orange in Le Iene, l'artista Tim Doyle insieme con altri illustratori ripercorre le scene cult di alcuni suoi capolavori

di Eva Perasso

Mister Orange sdraiato quasi dissanguato sul sedile posteriore di una Pontiac Lemans del 1972 e dietro di lui la cappa densa e nebbiosa del cielo urbano di Los Angeles. Oppure, il collo taurino del boss malavitoso Marsellus Wallace che, girato di spalle, guarda il suo investitore Bruce Willis arrivargli contro a bordo di una Honda Civic bianca. E via così: sette scene dalla grande suspense cinematografica rivisitate dalla matita pasionaria di un illustratore e artista contemporaneo, Tim Doyle, che da Austin, Texas, in vent'anni ha reinterpretato e reso graficamente storie e personaggi animati, film, videogiochi e illustrazioni per l'editoria. Tanto che da qualche tempo i suoi lavori (di solito – come in questo caso - prodotti in serie limitate e poi messi in vendita) sono diventati materia da esposizione in gallerie d'arte.

Le sette opere che prendono spunto dalla filmografia di Quentin Tarantino sono in mostra in questi giorni alla Bold Hype Gallery di New York, oltretutto in buona compagnia: la sfida dell'esposizione è infatti tra il regista pulp e i fratelli Cohen, cui rende omaggio, insieme a Mr Doyle, un nutrito gruppo di artisti americani.

Eccole le sette meraviglie tratte da screenshot dei film di Quentin (clicca per la fotogallery). Di “Kill Bill” ci sono una scena per puntata: dal primo il paesaggio lunare innevato, quiete dopo la tempesta di una sanguinosa lotta tra O-Ren Ishii e la Sposa, fuori dalla casa dalle foglie blu; dal secondo l'immagine del maestro Pai Mei che aspetta la Sposa Uma Thurman, per iniziare la sua educazione alla guerra. Di “Jackie Brown” l'artista sceglie la scena della fine di Louis Gara (interpretato da De Niro) dentro a un pulmino Volkswagen del 1973. Da “Grindhouse – A prova di morte” è tratta una scena di grande azione, con uno scontro epico e sanguinoso tra due auto, mentre da “Bastardi senza gloria” Doyle si lascia ispirare dalla figura coraggiosa e seducente di Shoshanna Dreyfus e della sua vendetta segreta contro i nazisti. Per chiudere poi, con la fine di Mister Orange, mentre mister White guida per portarlo in salvo in “Le iene” e ancora un addio, quello al mafioso Marsellus in Pulp Fiction.

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