Il ritorno di Vasco: "Sono ancora qua". VIDEO

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Intervista alla rockstar a pochi giorni dall'uscita di "Vivere o niente", il suo nuovo album. Dodici canzoni per il disco della "maturità spericolata". "Ogni brano è come un quadro, un'istantanea di emozioni", spiega ai microfoni di SkyTG24

E' il disco della consapevolezza e della maturità, pur sempre spericolata, quello che uscirà il 29 marzo prossimo: 12 canzoni ("Ognuna è come un quadro") che Vasco Rossi dedica al "Vivere o niente". Questo, infatti, il titolo dell'ultimo lavoro, realizzato tra Bologna e Los Angeles, insieme ai collaboratori storici e a nuovi amici americani.

Anche l'immagine è nuova: via il cappello che il cantante ricorda essere stato un "cappello da combattente" e poi spiega, ironizzando, "serviva solo per trattenere il sudore durante i concerti". Ma la verità, fa presente Vasco, è che "sono ancora qua. E sono io, per primo, ad esserne meravigliato". Il riferimento è al primo singolo estratto dall'album e programmatissimo dalle radio, "Eh... gia", in cui racconta di una vita vissuta al massimo che "sembrava la fine del mondo. Ne ho viste di tutti i colori. Eppure - si meraviglia Vasco - non c'è niente che non va e nulla è da cambiare".

Ma soprattutto Vasco è un artista che raggiunta l'età della maturità si rende conto di un altro fatto importante per la sua vita e che racconta in "Manifesto futurista": non esiste Dio, la vita non è un dono, non viene creata da nessuno. Tutto è spiegabile attraverso la scienza. "Si tratta del manifesto di un uomo nuovo che non crede più nelle verità eterne", spiega Vasco. "Le verità non sono eterne. La scienza ci spiega tutto e ci dice anche che le verità sono tali fino a prova contraria. La fede è una grande illusione, non è un dono. La natura nasce da sola e la vita è un caso".

Ragionamenti un po' filosofici che fanno dire a Vasco, semplicemente, che "la vita va vissuta così com'è, senza drammatizzare e senza cercare ragioni altre". Certo, ammette il Blasco, "fa un po' più paura. Ci vuole del coraggio, l'uomo deve essere coraggioso, deve mettere dei concetti fondamentali e darsi delle ragioni". A chi gli chiede se tutto questo sta ad esprimere una vena pessimista, "no - assicura il cantautore - io metto semplicemente le mani avanti. Penso al peggio così tutto il resto può essere solo positivo. Un modo per dire "va bene così, andiamo avanti per vedere dove andremo a finire".

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