E' morto l'attore Enzo Cannavale

Enzo Cannavale era nato a Castellammare di Stabia nel 1928
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Esponente del teatro napoletano e abile caratterista, aveva lavorato con Eduardo De Filippo e Aldo Giuffrè in molte commedie tra cui "Miseria e nobiltà". Protagonista anche di molti film, tra questi “Nuovo cinema Paradiso”. Aveva 82 anni

Non era uno di quelli che stava spesso in primo piano, nei film come nelle commedie, ma la sua presenza si sentiva tutta.
Oggetto di una sterminata filmografia, oltre 100 film dal dopoguerra ad un anno fa, Enzo Cannavale morto venerdì 18 marzo a Napoli aveva lavorato davvero con tutti.
Con i più grandi, da Eduardo De Filippo a Dino Risi, da Rosi a Corbucci, da Steno a Manfredi, da Troisi a Tornatore, da Piccioni a Salemme.
Quello che lui portava a questi autori o ad attori come Totò, Aldo Giuffrè o a Bud Spencer nella serie 'Piedone' era la sua faccia da uomo qualunque spesso pieno di una accanita comica ostinazione.
Esponente del teatro napoletano di serie a, Cannavale, che avrebbe compiuto 83 anni il 5 aprile, aveva calcato prestigiosi palcoscenici non solo partenopei e fatto numerosi ruoli anche al cinema, soprattutto in quello di genere anni Settanta e anni Ottanta, facendo spesso coppia con Bombolo.

Nel 1988, l'attore che era nato a Castellammare di Stabia il 5 aprile 1928 primo fra quattro fratelli, aveva ricevuto il Nastro d'Argento come migliore attore non protagonista per l'interpretazione in 32 dicembre di Luciano De Crescenzo e aveva anche recitato in Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 1989 e l'Oscar per il miglior film straniero.
Quest'anno Enzo Cannavale, che aveva debuttato al cinema proprio con Eduardo nel '59 che volle anche nella serie Peppino Girella e in tante commedie per la televisione, avrebbe festeggiato i 40 anni di matrimonio con l'inseparabile moglie Barbara conosciuta diciottenne da cui ha avuto tre figli.

Il suo grande amore restava però il teatro dove aveva avuto l'opportunità di lavorare, oltre che con Eduardo e Peppino De Filippo con autentici 'mostri sacri' della tradizione napoletana come Nino Taranto, Aldo Giuffrè, Luisa Conte, Ugo D'Alessio.
"La sua presenza faceva sì che solo se gli dovevi dire buongiorno non glielo dicevi - dice Cannavale in un'intervista a Extracult di Edoardo De Filippo con cui ha esordito al teatro -. E il fatto che non lo salutavi non gli dava affatto fastidio".
Del tutto diverso quando Cannavale parla di Totò:"Si diceva che fosse nato nei quartieri popolari di Napoli e così, ogni volta che tornava nella sua città, sembra si mettesse a mettere i soldi sotto gli usci dei 'bassi' dei quartieri popolari". L'attore non rinnegava neppure tanto cinema di serie b vissuto da lui negli Settanta e Ottanta con Bombolo, Tomas Milian e altri:"Non sono uno di quello che rinnega quel tipo di film, mi divertivo a farlo. Anzi lo rifarei ancora tante altre volte".

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