Apicella: "Non è vero che ho venduto un solo biglietto"

Mariano Apicella insieme con Silvio Berlusconi
1' di lettura

“Lo abbiamo fatto per evitare manifestazioni”: il cantante amico di Berlusconi spiega così l'annullamento del concerto agli Arcimboldi. E sul legame con il premier dice: "Anche Michael Bublè è stato scoperto dal primo ministro canadese”

Guarda anche:
Caso Ruby: vai allo speciale

Voleva evitare "manifestazioni contro lo spettacolo", e tutelare gli altri sette elementi con lui sul palco per non "esporli a contestazioni".
Così Mariano Apicella, Il Riformista, spiega il perché dell'annullamento della sua serata al Teatro degli Arcimboldi di Milano.
E a chi lo accusa che il motivo sia la prevendita grama dei biglietti,risponde piccato: "Ad un mese dalla data ne avevamo già venduti 750", assicura.

Il cantautore partenopeo si dice fiero della sua amicizia con Berlusconi che, però, non dovrebbe essere messa in collegamento con la sua musica. "Anche Michael Bublé - spiega Apicella - è stato scoperto dal primo ministro canadese, eppure lo si considera solo come artista".

L'Italia non è il Canada. "L'Italia è il Paese più bello del mondo - assicura Apicella - ma gli italiani tanto, tanto meno". E sulla sua mancata partecipazione a Sanremo, sottolinea che "Sanremo è ormai diventato solo politica. Dovrebbe essere il Festival della canzone italiana, invece quest'anno la kermesse canora ha lasciato spazio agli sfottò su Fini e Berlusconi". Anche se lui ha sempre sognato di andarci, perché "Sanremo è il massimo" per chi fa il suo mestiere. "Negli anni scorsi - ammette il cantante - ci ho provato in tutti i modi, non ci proverò più. Anche se scrivo la Boheme, sarà sempre la Boheme di Berlusconi".

Leggi tutto