L'Aquila, la ricostruzione diventa una sit-com per il web

1' di lettura

Un videomaker aquilano porta in scena il quotidiano di tre ragazzi che dividono un appartamento nel centro storico. La serie è nata da un workshop con Francesca Archibugi e Paolo Virzì: le puntate online ogni 15 giorni. VIDEO

TERREMOTO ABRUZZO: VAI ALLO SPECIALE
Dal terremoto alla ricostruzione: tutte le foto

di Greta Sclaunich


Si chiamano Alek, Dario e Gemma. Alek è un agente immobiliare sempre in cerca di clienti, Dario un disoccupato depresso, Gemma una frizzante studentessa. In comune hanno poco o niente, ma sono costretti a vivere insieme in un appartamento semi-agibile nel centro storico dell’Aquila: nessuno di loro ha i requisiti per ottenere una delle case costruite dal Governo dopo il sisma del 2009.
Comincia così la sit-com prodotta e realizzata da Diodato Salvatore, un video maker aquilani che vuole mostrare com’è la vita quotidiana nel centro devastato dal terremoto. Il titolo, "Sicmon", è apparentemente senza senso. "Ci siamo immaginati come potrebbe reagire la parola "sit-com" ad una scossa di terremoto: in parte crollando, in parte cambiando. Da qui è nato il nome "Sicmon", spiega Salvatore.

L'idea nasce nel settembre 2010, quando all’Aquila è stato organizzato un workshop insieme ai registi Francesca Archibugi e Paolo Virzì. I sei video maker coinvolti hanno realizzato alcuni lavori che avrebbero dovuto essere riuniti in un documentario unico, una sorta di “Macerie tour”.
“Nel frattempo, però, il gruppo si è sciolto e ho preso spunto per ideare una miniserie sul genere sit-com”, racconta Salvatore. Una produzione totalmente autonoma, come sottolinea: “Tutti quelli che ci lavorano, da noi video maker agli attori (anche loro aquilani) lo fanno a titolo gratuito”. Senza una società di distribuzione a supportarli, hanno deciso di puntare sulle nuove tecnologie. E così i video vengono diffusi via Youtube, al ritmo di uno ogni due settimane circa proprio come fosse una serie televisiva.

In tutto, il progetto prevede una trentina di puntate. “Si toccheranno i temi più importanti per chi vive all’Aquila, ma li tratteremo prevalentemente tramite gag. Secondo noi l’ironia è il modo migliore per mostrare come vivono ora gli aquilani”, sottolinea Salvatore. Tra droga, suicidi, depressione, disoccupazione, “il problema più grave resta la difficoltà di comunicare. Perché bisogna ricostruire la città anche a livello sociale, cosa che finora non è stata fatta”.

Leggi tutto