Albanese: "Il mio Cetto La Qualunque oggi? Solo un moderato"

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Venerdì 21 esce nelle sale l'ultimo film del comico, che arriverà anche al Festival di Berlino. E a chi gli chiede se il personaggio è ispirato a Berlusconi risponde: "Sarebbe stato troppo facile". VIDEO E FOTO

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Cetto la Qualunque ispirato a Berlusconi? "Sarebbe stato troppo facile, anzi non volevamo farci coinvolgere da cose troppo identificabili".
A parlare così alla conferenza stampa di 'Qualunquemente', nelle sale da venerdì distribuito da 01 in 600 copie e destinato ad approdare in una delle sezioni collaterali del Festival di Berlino (10-20 febbraio), è un Antonio Albanese sulla difensiva.
Il fatto è che l'identificazione con Berlusconi e con la cronaca recente è davvero troppo evidente e così le domande politiche o para-politiche al comico piovono a più non posso.

Albanese prima dice "il mio Cetto si può considerare un moderato rispetto a certi politici di oggi".
Ma poi un po' sbanda quando gli si chiede perché mai il suo personaggio di politico corrotto fondatore del Partito di 'u pilu' sulla spiaggia di fronte a bel corpo di ragazza in bikini dica:"davvero bel corpo d'assessore".
"Che c'entra - dice Albanese - cose del genere accadono da sempre". Il fatto è che il comico ha dalla sua il fatto che personaggio di Cetto La Qualunque, imprenditore calabrese corrotto che disprezza natura, democrazia e donne può rivendicare una lunga storia che lo metterebbe fuori da ogni sospetto almeno dalla cronaca recente.

"E' dal 2003 che faccio questo personaggio. Questo è solo un film comico che racconta il nostro paese. Forse è la prima volta che si rendono risibili certi personaggi che non sono altri che cattivi esempi della nostra generazione".
E ancora per quanto riguarda il rapporto con la cronaca, non ultimo il caso Ruby, "Il mio 'Cetto la qualunque' oggi? E' solo un moderato - ribadisce -. Quando ho scritto il film tre anni fa poteva essere diverso, ma oggi è di fatto così. Non so che dire - spiega il comico - certo sembra che certe cose siano fatto apposta, ma è anche vero che se il film fosse uscito sei mesi fa o due anni fa non sarebbe stato troppo diverso".

La storia del film è semplice. Cetto La Qualunque, latitante all'estero, torna in patria nel cementato e immaginario paesino calabrese di Marina di Sopra (non a caso gemellato con Weimar, ndr) con tanto di amante brasiliana e si riunisce, dopo quattro anni, a fedele e tradizionale moglie Carmen (Lorenza Indovina) e al figlio Melo.
Qui Cetto che odia giustizia, tasse, antichità, cultura e ama solo u pilu pensa bene di entrare in politica con la consulenza di un singolare spin doctor (Sergio Rubini), un pugliese che si spaccia per milanese e pratica Thai Chi Chuan. Ma alla fine le elezioni le vincerà falsificando le schede elettorali.

Chiusura del film ancora nel segno della cronaca. Si pensa a una prossima casa per Cetto La Qualunque e, guarda caso, esce fuori una foto del Quirinale. Un modo per garantire una scalata di Cetto La Qualunque verso la Presidenza della Repubblica e, forse, anche un sequel a Qualunquemente.
Antonio Albanese e il regista del film Giulio Manfredonia, prodotto da Fandango in collaborazione con Rai Cinema, non dicono né sì né no. Forse dipenderà anche dalla risposte delle sale di Qualunquemente in questo momento d'oro della commedia italiana.

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