"Vota Cetto La Qualunque". La carica dei gazebo nelle città

Un gruppo di "elettori" di Cetto La Qualunque posa a uno dei Gazebo allestiti a Milano
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Il fondatore del “Partitu du pilu” arriva nelle piazze italiane per promuovere il suo film. Ma, tra satira e ironia, c’è chi lo voterebbe sul serio. Perché il politico volgare e corrotto creato da Antonio Albanese “almeno è sincero. E simpatico…”. LE FOTO

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“Siete tutti invitati a votare Cetto La Qualunque, candidato unico per le primarie di sinistra, destra, centro, sotto e sopra”. Il personaggio inventato da Antonio Albanese si prepara per l’uscita del film, pardon le elezioni, con due pomeriggi da attivista: sabato 14 e domenica 15 gennaio sono stati installati gazebo a Milano, Roma, Napoli, Bologna, Bari. Dietro il bancone uno staff distribuisce poster, volantini e spillette. Davanti al bancone due modelle imparruccate posano con i passanti. Ciliegina sulla torta, un quaderno per la raccolta delle firme a sostegno di Cetto La Qualunque. Ma niente paura: che siano vere o false, chiare o illeggibili, per il politico italiano più corrotto e maschilista fa lo stesso.

“Certo che lo voterei, mi piacciono le sue idee anticonformiste”, ride Alessandra Marcaccio, 24 anni, studentessa. Davanti al gazebo milanese di largo La Foppa Teresa Ciuffreda, impiegata di banca trentenne, le fa eco: “Se dovessi scegliere tra lui e Berlusconi, voterei La Qualunque che è più simpatico”. Mentre Lucia Salerno, avvocata di 27 anni, guarda le hostess in bilico su tacco 13 e sorride: “Non sono poi così diverse da certe ministre”. A proposito di prestanza fisica il “Vademecum”, distribuito nel gazebo, è perentorio: “Il sostenitore deve essere di bella presenza, essere automunito e deve essere uscito dal carcere da almeno 24 ore”.
Rosa e Raffaele Milanesi, pensionati sessantenni, si riservano di giudicare dopo aver visto il film “Qualunquemente”, sul grande schermo da venerdì 21 gennaio: “Se è uguale a certi altri politici…tanto vale votare lui, almeno fa ridere”. Alessandro Gatti e Loris Rampini, entrambi studenti di 19 anni, ne sono convinti: “Lo voteremmo. Ci piace un po’ per la satira così azzeccata, un po’ perché, satira o no, ha il coraggio di dire le cose come stanno. E almeno le sue hostess sono maggiorenni”. Meglio votarlo, quindi. Lo consiglia lui stesso nei suoi volantini: “Ti ricordo che so dove abiti”.
Simone Bosetti, ingegnere di 39 anni, invece, non lo voterebbe: “Già faccio fatica a votare i politici veri..”. Mentre Filippo Petrolate, 34 anni, definisce la visione del mondo di La Qualunque “un disastro totale”. Un disastro che Giuseppe Granata, statale 50enne anche lui schierato sul fronte del no, definisce “la parodia del degrado della politica italiana”. Come recita un’altra delle regole contenute nel “Vademecum”: “Il sostenitore deve essere preparato al confronto politico. Si suggerisce di portarsi sempre dietro l’opuscolo informativo ed almeno tre preservativi”.

Tra una firma e un volantino, anche i membri dello staff si prestano al gioco e accettano di rivelare le strategie del candidato che supportano. “Più Pilu per tutti è il nostro slogan, senza differenze di razza e colore – dichiara Luca Mameli, studente 26enne che veste i panni del rappresentante di lista – La politica è aperta a tutti, il pilu deve essere senza confini per adeguarci alla globalizzazione. Insomma, pilu no limits”.
Anche se La Qualunque è il candidato unico alle primarie, nel film il personaggio di Albanese dovrà vedersela con l’onesto De Santis con il quale si disputerà la poltrona di sindaco. Maurizio Ermini, 33 anni, libero professionista e manovale al servizio del pilu per questo fine settimana, paragona De Santis “a Nichi Vendola per il fatto di stare all’opposizione più estrema, ma anche a Piero Fassino per la sua sfortuna”. Mentre per La Qualunque “manca un termine di paragone: non ci sono persone così sincere nella politica italiana”.
E se ci fosse una crisi di Governo e Cetto decidesse, invece, di presentarsi alle elezioni parlamentari? “Le carte in regola le avrebbe e sono convinto che il Partito du pilu sarebbe l’unico a mettere d’accordo sia la maggioranza che l’opposizione”, chiosa un altro dei finti rappresentanti di lista, il 27enne Roberto Basilico.

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