Salvatores e il "1960": "A volte i sogni sono stupidi"

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Il regista racconta il 67esimo Festival di Venezia visto dalla poltrona di giurista. Per il suo film, fuori concorso, sperimenta il documentario e chiarisce: "Non ha nulla di nostalgico"

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Gabriele Salvatores a ruota libera sul suo doppio ruolo di giurista e regista alla 67/a Mostra del Cinema di Venezia.

Il regista, che fa parte della Giuria presieduta quest'anno da Quentin Tarantino, non ha film in lizza ma un'opera l'ha presentata anche quest'anno: si tratta di '1960', in programma nella sezione Fuori Concorso.

Un viaggio nella memoria che racconta l'Italia del dopoguerra senza diventare un nostalgico amarcord. Quasi un documentario, per realizzare il quale Salvatores ha usato solo registrazioni dell'epoca messe a disposizione dalla Rai.
Grande successo per il film, che alla presentazione si è guadagnato un lungo applauso.

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