Venezia, standing ovation per Napolitano

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Per la prima volta un presidente della Repubblica ha presenziato all'inaugurazione della mostra del Cinema. Accolto dai fischi il sottosegretario Gianni Letta. Lungo applauso per il film di apertura 'The Black Swan'

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Una serata inaugurale nel segno di Giorgio Napolitano l'apertura della 67/ma edizione del Festival del cinema. L'eccezionale presenza del presidente (non era mai successo prima) ha creato anche una grande attesa tra il pubblico di fronte al Palazzo del cinema durante la passerella. Un'attesa poi tradita dall'ingresso di Napolitano da un ingresso secondario. Forse per motivi di sicurezza o solo per discrezione e per lasciare ai divi il tappeto rosso.

Un red carpet su cui campeggiavano delle sagome di poliziotti "pugnalati alle spalle" per protesta del sindacato di polizia Coisp e che ha visto una breve contestazione con alcuni fischi e grida ("vattene a casa"), prima rivolti a Gianni Letta e poi a Rocco Buttiglione. Lunga la sfilata per il film d'apertura, 'The Black Swan' (che ha raccolto cinque minuti di applausi dopo la proiezione) con l'arrivo del regista Darenn Aronofsky e della superdiva Natalie Portman in abito di chiffon rosso rubino.

Re del tappeto rosso sicuramente Carlo Verdone, tra i più applauditi, e il presidente della giuria di Venezia '67 Quentin Tarantino vestito con un tradizionale smoking. Tra le curiosità, Marina Ripa di Meana, tutta in nero con cappello da strega con piume sulla punta, Carla Fracci con la solita tunica bianca, Afef con vestito carne, Simona Ventura in lungo nero con spacco e grande crocifisso sulla vistosa scollatura, Lino Banfi, Barbara Bouchet, Luca Guadagnino con una giacca rosa evidenziatore e Tinto Brass ancora sofferente dopo la malattia, accompagnato dalla sua ultima musa Caterina Varzi.

La madrina Isabella Ragonese, in abito bianco e nero di Alberta Ferretti, ha presentato con disinvoltura la serata in Sala Grande ricordando il suo primo tappeto rosso da esordiente nel 2006 e quando veniva alla Mostra come uno dei tanti cinefili. Poi ha citato Italo Calvino, presidente del Festival nel 1981, "l'anno in cui sono nata". "Ci piace pensare - ha detto la madrina - che il cinema di oggi non abbia perso la leggerezza , la visibilità e gli altri valori che Calvino ci aveva chiesto di conservare per il 2000".

Accolto con una standing ovation l'ingresso del Capo dello Stato, seduto con la moglie Clio nella prima fila della galleria, vicino a Rocco Buttiglione, Aronofsky e la Portman.
I lunghi applausi per Napolitano sono stati ricordati dal presidente Gianni Letta nel consegnare il premio per l'eccellenza nella Cultura al maestro Armando Trovajoli: "un segno di riconoscenza che tutti gli italiani devono al Presidente Napolitano". Il presidente della Biennale, Paolo Baratta, rivolto a Napolitano ha sottolineato come "la Biennale e la Mostra del Cinema si onorino della vostra presenza". Baratta ha dedicato anche un saluto speciale alla famiglia Gassman "nel giorno della nascita del grande Vittorio". Poi ha sottolineato come "lo Stato, o meglio il governo, o meglio il Ministero dei Beni Culturali, nel momento dei tagli alla spesa pubblica abbiano mantenuto fermo il contributo a questa mostra".

Muller ha presentato le giurie con l'ingresso sul palco del presidente di Venezia 67, Quentin Tarantino che ha detto "il mio amore (in italiano ndr) è il cinema". Commovente l'ingresso di Trovajoli, che domani compie 93 anni, a cui è stata consegnata una pergamena e una medaglia del ministro (assente) Sandro Bondi. "L'emozione - ha detto - è molto grande. Un regalo di compleanno così non me lo sarei mai aspettato, un riconoscimento un po' immeritato".

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