Jacko, si deciderà a gennaio se processare il medico

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Inizieranno il 4 gennaio 2011 le udienze preliminari per stabilire se istruire il processo contro Conrad Murray, accusato di omicidio colposo per aver somministrato al re del pop una dose letale di anestetico propofol

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Un giudice di Los Angeles ha fissato per il 4 gennaio l'inizio delle udienze preliminari nella causa intentata contro il medico personale di Michael Jackson, Conrad Murray, accusato di omicidio colposo.
Le audizioni, in cui verranno per la prima volta ascoltati i dettagli delle accuse contro il medico, dovrebbero durare due-tre settimane, dopodiché il giudice Michael Pastor deciderà se fare un processo per stabilire la responsabilità di Murray nella morte del 're del pop'.

Il dottor Murray, 57 anni, lunedì si è presentato nuovamente in tribunale, al cui ingresso lo aspettavano un gruppo di una ventina di fan dell'artista (che sventolavano uno striscione con su scritto "Giustizia per MJ") e anche alcuni membri della famiglia Jackson, tra cui la madre e il padre del cantante, Katherine e Joe. Murray ha ammesso di aver somministrato a Jacko una dose di potente anestetico, il propofol, usato come sedativo prima della morte, nella sua casa di Los Angeles, ma si è dichiarato non colpevole ed è stato rilasciato dopo aver pagato una cauzione di 75mila dollari.

L'inizio del processo era previsto per ottobre, ma il giudice ha deciso di posporre a gennaio le udienze per dare più tempo alle parti per preparare le loro tesi. Il team di
legali che lo difendono ha chiesto lunedì il permesso di riesaminare tre campioni di materiale prelevato da siringhe e da una flebo intravenosa.
Michal Jackson è morto il 25 giugno del 2009 a causa di un micidiale cocktail (propofol, sedativi, antidolorifici e farmaci vari) che prendeva sotto la supervisione di Murray per combattere l'insonnia. Il giudice all'inizio dell'anno ha deciso di lasciare la licenza professionale a Murray, una decisione contestata ma presa - ha spiegato il magistrato - perché lui non ha l'autorità di sospenderla.

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