Giorgio Albertazzi al Globe Theatre di Roma

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In scena fino al 1° agosto al teatro, diretto da Gigi Proietti, "La Tempesta" di Shakespeare. A vestire i panni del Duca di Milano il grande maestro fiorentino. La regia è di Daniele Di Salvo, mentre le scenografie sono di Alessandro Chiti

Al Silvano Toti Globe Theatre, il teatro romano diretto da Gigi Proietti, andrà in scena, fino al 1° agosto, una delle opere più misteriose di William Shekespeare: "La tempesta". Il dramma è incentrato sulla figura del Duca di Milano, Prospero, filosofo e cultore di arte magica, che viene esiliato in un isola deserta, dove, servito da due spiriti antagonisti, domina le forze della natura.

A vestire i panni protagonistici è il grande maestro fiorentino Giorgio Albertazzi, il quale ritiene che "La Tempesta" non è un testo interamente riconducibile al drammaturgo inglese: "Non sappiamo da chi, ma Shakespeare ha copiato. E' proprio dei grandi copiare, come è proprio dei mediocri imitare. L'importante è capire che cosa il drammaturgo ha voluto indicare dietro i personaggi, gli ambienti e gli eventi de "La Tempesta".

L'isola, a esempio, è una metafora o, meglio, una proiezione della mente, dove è possibile dominare le forze della natura. Un luogo che, geograficamente, non esiste. Un luogo che Albertazzi vorrebbe visitare davvero. Anche il dramma di Prospero è una metafora, una storia costellata di di cifre, segni, simboli: una sorta di premonizione su cosa potrebbe accadere all'uomo anche nell'immediato futuro. Perché le nubi di una prossima tempesta si addensano sulle teste di tutti.

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