Viral Video Falstival: video virali made in Italy

Falstival: il sito della rassegna di video virali, organizzato a Bologna
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Ecco i vincitori del primo concorso italiano dedicato a filmati originali e creativi, pensati per diventare un tormentone su YouTube e gli altri social-network

di Nicola Bruno

Dubbio, aspettativa, verità. Sono questi i tre ingredienti segreti di un video virale?
Si, secondo l’associazione culturale Moma, che ha organizzato a Bologna il primo Viral Video Falstival.
Dai ragazzini in camera che realizzano un tormentone su YouTube alle grandi corporation che investano milioni di euro in marketing per scatenare il chiacchiericcio online, il “virale” si è ormai imposto come un “genere della cultura contemporanea”, fatto di passaparola (“word-of-mouth”), pubblicità-intrattenimento (“advertainment”) ed effetto-wow.

Eppure, sotto la parola-ombrello “virale” ormai si nascondono intenzioni molte diverse tra loro. Come spiegano gli organizzatori del festival, si passa dal “virale puro” (il classico contenuto spontaneo, creato senza alcuna velleità, che inizia a diffondersi a macchia d’olio su Facebook e i blog) a quello “push” (un video creato con l’intenzione di scatenare il passaparola online), per arrivare al più ambiguo “stealth” (simula un effetto amatoriale, ma in realtà è stato tutto studiato a tavolino).
Lo scopo del concorso (il cui nome Falstival è un gioco di parole tra “festival” e “falso”) è proprio la promozione della dimensione artistica e creativa del genere virale (e non tanto di quella di marketing).

Nella quattro giorni organizzata a Bologna, si sono susseguiti i lavori di 26 aspiranti film-maker virali (tutti i video possono essere visualizzati sul profilo YouTube).
Alcuni lasciano un po’ a desiderare in quanto ad originalità, ma tra i vincitori del concorso ci sono diversi filmati che potranno fare presa su YouTube e i social network.
E’ il caso di “Baby-B”, il video vincitore del festival, sicuramente il più sofisticato dal punto di vista tecnico oltre che per il messaggio veicolato (la Fiat Croma che si vede alla fine è un riferimento all’auto su cui viaggiava Giovanni Falcone prima dell’attentato che gli costò la vita).
Nelle altre categorie del concorso, si sono poi affermati “Family Shoes” (soggetto originale per una storia d’amore dal punto di vista delle scarpe), “The new experience” (remake in chiave gay di una nota pubblicità) e “Armi di disinformazione di massa” (goliardica presa in giro della stampa italiana che "rischia di distruggere la nostra facoltà di giudizio, manipolando le idee").

Insomma, il virus della creatività amatoriale, brillante e a basso costo, inizia a diffondersi anche tra i giovani film-maker italiani.
L’importante, come sottolinea l’organizzatore del festival, è che il mix di “dubbio, aspettativa, verità” sia sempre accompagnato da una buona dose di autoironia.

Il video-vincitore: Baby-B

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