De Niro: “I miei registi preferiti sono Fellini e Antonioni”

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Il divo italoamericano è a Taormina per ricevere l’ "Arte Award”, il premio del festival del cinema della città siciliana. Ai microfoni di Sky TG24 parla delle sue origini italiane, dei suoi gusti cinematografici e fa un bilancio sulla presidenza Obama


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L'attore Robert De Niro è stato protagonisti di una Masterclass e di un incontro con il pubblico nella seconda giornata della 56.ma edizione del Taormina Film Festival. Un bagno di folla oceanico ha stipato la sala A del Palazzo dei Congressi per assistere a consigli, ricordi e aneddoti dell'attore-regista Robert De Niro, che durante la serata al Teatro Antico ritirerà il Taormina Arte Award. "E' la prima volta che torno in Sicilia dopo le riprese de “Il Padrino” girate negli anni Sessanta.

All'epoca alloggiavo proprio a Taormina, in un fantastico hotel sul mare". Parlando dei gusti personali di cinema, ha sottolineato: "I film che mi piacciono di più sono quelli che trattano storie vere con personaggi reali. Non vedo mai i miei vecchi film e a volte penso che dovrei prendere un mese di riposo per riguardarli tutti. Lo dico sempre, ma non lo faccio mai".

Ai microfoni di Sky TG24 l’attore il divo di Hollywood ricorda le sue origini italiane: “Sono ancora iscritto nelle liste elettorali del Molise e ho anche un passaporto italiano”. Una conoscenza profonda del nostro Paese che fa dire a De Niro che “In Italia come in tutta Europa i cambiamenti sono lenti. Non è come negli stati Uniti dove tutto è più giovane, più nuovo. Qui edifici molto antichi non vengono buttati giù per farne uno nuovo”. E conclude parlando del nostro cinema: “Il cinema italiano è molto buono. I miei maestri di riferimento sono Fellini e Antonioni”. Infine de Niro non può esimersi dal rispondere a una domanda di politica sul suo impegno nella campagna elettorale a favore di Barack Obama: “Sono soddisfatto del lavoro fatto dal Presidente, credo che stia facendo del suo meglio. Naturalmente c’è sempre qualcuno che lo critica, che siano i Repubblicani o il Tea Party. Non è mai semplice essere al comando di una nave. Le sue intenzioni sono buone, ma se una cosa non si può fare; non si può fare e basta. Non la può fare neanche Dio. Lui si sta impegnando a fondo. Mi riferisco in particolare al disastro naturale nel Golfo del Messico”.     

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