Cannes applaude Le quattro volte di Michelangelo Frammartino

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Il film del regista italiano, nella sezione Quinzaine des Realizateurs, conquista consensi. Lunedì sulla Croisette è il giorno dei grandi ritorni: da Takeshi Kitano con Outrage, a Alejandro Gonzales Inarritu con Biutiful, fino a Film Socialisme di Godard

Lunghi applausi e tanti consensi. Le quattro volte, diretto da Michelangelo Frammartino, è stato presentato domenica 16 maggio al Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Realizateurs. Il film racconta in quattro episodi la vicenda di altrettanti protagonisti. Segue gli ultimi giorni di vita di un pastore, la nascita di un capretto, un abete che attraversa le stagioni, la trasformazione dell’albero in carbone attraverso il mestiere dei carbonai. È la storia, ambientata in Calabria, di un’anima che attraversa quattro vite successive. In sala, in piedi ad applaudire, c’era anche il regista e attore finlandese Aki Kaurismaki.

Lunedì sulla Croisette è il giorno dei grandi ritorni. Takeshi Kitano, regista e attore giapponese, a dieci anni da Brother torna a raccontare la yakuza, la mafia del suo Paese. Il film, intitolato Outrage, è ambientato tra i criminali di Tokyo. Il messicano Alejandro Gonzales Inarritu, invece, torna a Cannes quattro anni dopo aver conquistato il Premio alla regia per Babel. Nella nuova pellicola, Biutiful, l’attore Javier Bardem interpreta un uomo, coinvolto in giri loschi, che ritrova un amico d’infanzia entrato nella polizia. Sia Outrage sia Biutiful sono in corsa per la Palma d’oro. Attesissimo, ma nella sezione Un Certain Regard, anche Film Socialisme. Con questa pellicola, Jean-Luc Godard torna a Cannes dopo sei anni. L’autore ne parla come di una "sinfonia in tre movimenti", tutta concepita come un aspro atto d'accusa all'Occidente e alla sua idea di vita felice. Alla voce “regia” il film sostituisce quella di “comitato di realizzazione” e tra i personaggi compare anche Patti Smith.

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