A Cannes lo squalo di Wall Street è meno affamato

Spettacolo
Michael Douglas, Shia LaBeouf

Presentato a Cannes l’ultima pellicola di Oliver Stone, il regista più anticapitalista di Hollywood. “Wall Street: il denaro non muore mai” è un ritratto spietato dell’America di oggi. Nelle sale Usa dal 24 settebre, sarà in Italia dal 15 ottobre

Oliver Stone, il regista tre volte premio Oscar, di scena oggi al festival di Cannes con l'atteso film fuori concorso in prima mondiale “Wall Street: il denaro non muore mai”, premette di "non avere soluzioni" e di "essere confuso" ma ritiene "il capitalismo in crisi". Aggiornando dopo 22 anni quel film che mostrò la finanza rampante degli anni '80, racconta il crack finanziario del 2008 e ipotizza nella green economy il nuovo settore speculativo di Wall Street.

Si parte dove si era lasciato Gekko, in prigione. Questa volta, siamo nel 2001, sta finalmente uscendo dalla galera, ma nessuno fuori lo aspetta. E' solo, ha già pronto un libro “L'avidità è un bene” che lo riporta sulle tv e alla ribalte della cronaca. Nel frattempo il protagonista di Transformers, il ventitreenne Shia LaBeouf che nel film interpreta il ruolo di Jake Moore un analista specializzato in energie alternative, ha una relazione proprio con la figlia di Gekko, Winnie (Carey Mulligan, vera fidanzata dell'attore).

Nel film che sarà distribuito in Italia dalla Fox dal 15 ottobre e negli Usa dal 24 settembre tante frasi da memorizzare e tutte nel segno della cattiveria. Ne citiamo qualcuna in ordine sparso.

"L'idealismo è la morte degli affari"; "I genitori sono quelli su cui si fanno i denti i figli": "Se smetti di dire bugie io smetto di dire verità su di te": "la pazzia e quando si fa sempre la stessa cosa ma ci si aspetta risultati diversi". Ma frase cult del film è quella di Gekko che di fronte a una figlia che gestisce un sito internet no-profit le chiede: "che vuol dire no-profit?".

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