@Romeo: perché sei tu Romeo?

L'home page di Such tweet sorrow
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La tragedia di Shakespeare rappresentata online via Twitter. In tempo reale da attori veri. L’esperimento inglese

di Carola Frediani

Romeo? È un ragazzino inglese di 19 anni, che ama giocare con l’Xbox, ascoltare musica, fumare erba e comporre poesie. L’amico Mercuzio lo ha appena convinto a iscriversi a Twitter. Giulietta? Una quindicenne gentile, che esce poco ma ama chattare su internet. Sua madre è morta in un incidente stradale vari anni fa per colpa di un artista di nome Montecchi. Da allora le due famiglie sono in guerra perenne.
Non siamo più nella Verona cinquecentesca della tragedia shakespeariana, ma il succo della storia è rimasto lo stesso. Anche se coraggiosamente trasposto nella Gran Bretagna di oggi, e soprattutto narrato attraverso Twitter.

Such Tweet Sorrow – citazione di “separarsi è una pena così dolce”, Romeo e Giulietta – è un dramma in tempo reale e in 4mila tweet, ispirato dalla tragedia più famosa di Shakespeare e appena iniziato qualche giorno fa online. La storia – che durerà sei settimane – è rappresentata dalla Royal Shakespeare Company insieme alla società di produzioni cross mediali Mudlark, specializzata nella creazione di contenuti per telefonini.
Il cast è composto da 6 attori che, sulla base di un canovaccio e di un diario che li posiziona in un dato luogo e contesto in ogni momento dell’avventura, improvvisano scrivendo i loro messaggi su Twitter. A questi si affiancano anche dei brevi video postati su YouTube, come quello in cui Giulietta mostra la propria stanza da teen-ager - un po’ in stile Lonelygirl15, fa notare qualche commentatore.

La trama viene anche descritta dettagliatamente su un blog, ma la parte centrale di questa anomala rappresentazione è costituita dal dipanarsi e dall’intrecciarsi dei vari tweet. Al momento in cui scriviamo i due giovani rampolli delle famiglie in lotta non si sono ancora incontrati e Romeo (Romeo_mo il suo nickname) pubblica aggiornamenti del tipo: “Birra in frigo, c’è. Pizza nel forno, c’è. Modernwarfare in Xbox, c’è. Dvd pronto a suonare, c’è. E vai!”; mentre Giulietta (Julietcap16) pensa che il dibattito elettorale (ma codificato in versione Twitter, e quindi #electiondebate) sia noioso, oppure che: “È stato un giorno folle! Vado a letto. Vi voglio bene XXX”.

Roba da far rabbrividire i puristi shakespeariani e non solo. È anche vero che spesso l’opera del bardo di Avon è stata modificata e trasfigurata in molte diverse rivisitazioni, dal teatro al cinema passando per i fumetti. E che la versione online di questi giorni si colloca in tale tradizione: “È  la performance di un nuovo tipo di teatro”, spiegano sul sito. Mirato certamente a un pubblico giovane, tecnologico e sempre connesso. Anche perché, come spiega a Reuters Michael Boyd, direttore artistico della Royal Shakespeare Company: “I telefonini non devono essere l’anticristo per il teatro. Questo esperimento digitale permette ai nostri attori di usare i loro smartphone per raccontare la loro storia in tempo reale e raggiungere le persone ovunque si trovino in un teatro globale”.

Del resto non è la prima volta che la letteratura viene forzata nella centrifuga di Twitter per uscirne nuova fiammante, ma anche un po’ infeltrita. L’anno scorso ci hanno provato due studenti americani che hanno riadattato alcuni classici della letteratura – da Dante a Stendhal, da Joyce a Shakespeare – sotto forma di brevi messaggi da 140 caratteri. La Divina Commedia in 20 frasi. Più rapida ancora di un Bignami. Difficile dire se sia anche più o meno deleteria.

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