Wenders e “Il volo” degli immigrati

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Presenta a Roma il film sull'accoglienza in Calabria. La pellicola, inizialmente commissionata dalla Regione, è stata modificata dopo l’incontro tra il regista e un piccolo rifugiato afghano di otto anni che faceva la comparsa

E’ stato presentato a Roma “Il volo”, cortometraggio in 3D lievitato a mediometraggio di 32 minuti grazie alla passione del regista Wim Wenders. La trama iniziale - un bambino e il suo sindaco (interpretato da Ben Gazzara, doppiato da Giancarlo Giannini) in un paese della costa calabrese ormai spopolato dove l'arrivo di un gruppo di immigrati apre discussioni sull'accoglienza - e' stata modificata man mano che Wenders veniva a conoscenza delle reali storie di accoglienza verso rifugiati che hanno caratterizzato la storia recente di alcuni paesi della Calabria come Riace e Caulonia, nella Locride. In particolare, e' stato l'incontro tra Wenders, io narrante del film, e un rifugiato afghano di otto anni, Ramadullah, a far cambiare le sorti all'intero film, che ha ottenuto il patrocinio dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).

"E' molto bello quello che stai facendo qui, ma noi siamo venuti fin qui solo per te, adesso sei tu che devi venire da noi a Riace altrimenti non sei una persona seria", sono state le parole di un bambino afghano a Wenders sulla spiaggia di Scilla, mentre veniva girata una scena dello sbarco. "Furono queste parole a dare un nuovo corso, una nuova direzione, a 'Il Volo'", ha spiegato Wenders, parlando del piccolo.

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