Don Chisciotte: sui passi di Nureyev si muovono nuove stelle

Nella foto Natalia Osipova. Archivio fotografico Fondazione teatro alla Scala. Foto: Marc Haegeman
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In scena al Teatro alla Scala il balletto dell’Ottocento nella versione rivisitata dal grande danzatore russo. Incontenibili applausi per Natalia Osipova. E nel ruolo di Kitri debuttano le nuove perle della Scala, come Alessandra Vassallo

di Chiara Ribichini

Di Don Chisciotte alla Scala ne sono passati tanti. Basta ascoltare il bisbigliare del pubblico in sala per rendersene conto. Molti ricordano i tempi d’oro, quando sul palco c’era un russo di nome Rudolf Nureyev. Oggi è proprio la versione coreografica del più grande danzatore di tutti i tempi ad andare in scena a Milano. E sono forse gli applausi di oggi degli spettatori di un tempo a rendere più di ogni altra parola il valore dello spettacolo in scena fino al 20 febbraio. Applausi incontenibili che costringono spesso l’orchestra a fermarsi.

Nelle prime recite i protagonisti sono due danzatori dell’Est. Lei irrompe sulla scena correndo mentre agita la gonna a balze rossa che le avvolge le gambe. Salta e resta sospesa in aria per un attimo che sembra infinito mentre spalanca il ventaglio che tiene tra le mani. In sala in pochi conoscono il suo nome. Non lo dimenticheranno più. E’ Natalia Osipova, stella del Bolshoi. Classe 1986 ha una tecnica che rasenta la perfezione, un carisma travolgente, una rara musicalità. E Kitri, la protagonista della storia del balletto, è il suo ruolo. Se infatti Svetlana Zakharova sembra nata per essere Odette/Odile de Il Lago dei Cigni, Natalia Osipova è la personificazione della protagonista di Don Chisciotte, la giovane innamorata del barbiere squattrinato Basilio ma promessa in sposa dal padre al nobile Gamache.

Lui, Leonid Sarafanov, ucraino, è leggero, elegante, raffinato. Esegue in modo impeccabile le lunghe e complicate variazioni che il tartaro volante (così era stato ribattezzato Rudolf Nureyev) ha inserito nella sua versione coreografica. Nella loro prima entrata insieme la Osipova e Sarafanov eseguono una diagonale di salti all’unisono. In aria le loro gambe si trovano esattamente alla stessa altezza. Come le loro braccia e il loro sguardo. E volano quei “bravi” che tanto ricordano il pubblico dei grandi teatri russi.

Con loro il Corpo di ballo del Teatro alla Scala dà vita a scene corali che ricreano l’atmosfera spagnola. Una grande prova corale, e non solo. Per molte soliste Don Chisciotte è anche un’occasione importante.
La Scala si conferma infatti un Teatro che dà spazio ai giovani. Ed ecco che nel ruolo di Kitri si alternano a Natalia Osipova Antonella Albano, la giovanissima Petra Conti, approdata alla Scala solo qualche mese fa che ha già fatto parlare di sé per la sua interpretazione di Giselle, e Alessandra Vassallo, ex allieva dell’Accademia del Teatro alla Scala, entrata nel Corpo di ballo da pochi mesi.
Per lei è un vero debutto. “E’ il primo ruolo da protagonista” confessa. Palermitana, 21 anni, lascia trasparire tutta la sua emozione. Ma assicura: “Sono serena. I miei colleghi mi fanno sentire a mio agio. Anche con Petra ci facciamo forza una con l’altra”. Alessandra non nasconde le difficoltà del ruolo, sia per la tecnica sia per l’interpretazione. E confessa di esser rimasta colpita da Natalia Osipova: “E’ spaziale, non so dove prenda tutta quella forza. Mi ha aiutato vederla, cogliere il modo in cui gioca con il ruolo di Kitri”. Ma Alessandra è concentrata su se stessa. “E’ il mio momento e devo pensare a me. Cercherò di essere come sono nella vita: solare, sorridente, ironica. Perché Kitri è così, un po’ come me”.

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