Morte Jacko, accusa di omicidio colposo per il medico

Michael Jackson
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E' questo il capo d'imputazione formale emesso della procura di Los Angeles a carico di Conrad Murray, il dottore personale di Michael Jackson che ora rischia sino a quattro anni di carcere

"Omicidio involontario e senza malizia". E' questo il capo d'accusa formale emesso oggi della procura di Los Angeles a carico di Conrad Murray, il dottore personale di Michael Jackson, a oltre sei mesi dalla sua morte d'infarto, a seguito di una dose eccessiva di sedativi e antidolorifici. Se la Corte dovesse dar ragione al procuratore, Murray rischia sino a quattro anni di carcere. Di fatto si tratta di omicidio colposo, tuttavia nella requisitoria del Coroner vi sono elencate alcune circostanze aggravanti che dimostrerebbero una certa negligenza ai danni del medico. Elementi anticipati ancora una volta da Tmz, il sito che bruciò tutti nel dare la notizia della morte di Jackson. Il propofol, sostiene l'accusa, pur essendo un forte anestetico è stato somministrato senza che vi fosse alcuna necessita medica e soprattutto non in un ambiente adeguato che è quello ospedaliero. In più, il medico avrebbe seguito delle procedure diverse da quelle standard. Ad esempio non avrebbe avuto sufficiente precisione nel dosaggio e non avrebbe usato quei macchinari che permettono il monitoraggio continuo del paziente sino al suo risveglio, così come accade durante gli interventi chirurgici.

Murray fu assunto nel maggio 2009 per controllare la condizione fisica del 50enne Jackson che si stava preparando al suo ritorno sulle scene con una serie di cinquanta concerti, a partire dal trionfale rientro a Londra.

Il medico, specializzato in cardiologia, ha più volte insistito nel dire agli inquirenti di non essere stato il primo a somministrare questo tipo di farmaco, un cocktail composto soprattutto da propofol e lorazepam, al "re del pop". Tuttavia è un fatto ormai acclarato che Murray si trovava accanto a Jackson al momento dell'arresto cardiaco e che fu sempre lui a fare l'iniezione risultata poi letale per aiutarlo a superare una gravissima forma di insonnia.

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