Mister Gay sbarca in Cina

In una foto datata 16 giugno 2009 un momento dello Shanghai Pride
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Per anni l'omosessualità è stata considerata una malattia mentale (oltre che un atto illegale). Ora qualcosa sta cambiando: nel paese del Sol Levante sarà presto nominato il primo vincitore del concorso Mister Gay

di Floriana Ferrando

In una società tradizionale come quella cinese, in pochi avrebbero scommesso sulla partenza di Mr. Gay China, la prima edizione del concorso che incoronerà il cinese omosessuale più bello.
Un vero passo avanti per una nazione famosa per le sue rigide restrizioni su tutti i fronti. Gli stessi partecipanti erano scettici, come ha dichiarato il ventiseienne Emilio Liu, che non si sarebbe mai aspettato “che potesse succedere una cosa simile in Cina.

Il concorso è stato organizzato dall’unica società di pubbliche relazioni e organizzazione di eventi gay di Pechino, la Gayographic. Il messaggio che si vuole trasmettere alla popolazione e al governo cinese è che la comunità omosessuale “c’è, esiste, ed è sana, sexy e alla moda”, come ha dichiarato il co-fondatore di Gayograpghic, Ben Zhang a METRO.

Non c’è che dire, in un paese dove solo fino al 2001 l’omosessualità era considerata prima illegale e poi una malattia mentale, il Mr. Gay China Pageant è un avvenimento di enorme importanza, che testimonia come in Cina qualcosa si stia muovendo, sottolinea The Guardian.

La comunità gay ha voglia di far sentire la sua voce, mentre la tolleranza da parte del governo rimane un grosso punto interrogativo. Molti siti web sono stati chiusi, attivisti e organizzatori si lamentano per le molestie subite dalle autorità locali, come nel caso del recente Shanghai Pride.

Gli organizzatori hanno volutamente mantenuto toni moderati, evitando striscioni e parate, ma molti eventi sono comunque stati cancellati. Gli organizzatori del concorso sperano di evitare problemi, mantenendo Mr. Gay China lontano dai media locali. La situazione è infatti ancora troppo delicata. Sono molti i ragazzi, colletti bianchi in carriera o studenti, che non sono ancora usciti allo scoperto in famiglia o con gli amici, ma comunque la pensano come Emilio Liu, e vogliono farlo sapere all’intera Cina: “Siamo intelligenti, siamo professionisti, siamo splendidi, e siamo gay”.

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