Egitto, scoperte due tombe di 3.500 anni fa a Luxor

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Tra i manufatti rinvenuti ci sono maschere funerarie di legno, vasellame in argilla, una collezione di circa 450 statue e una mummia avvolta nel lino che dovrebbe essere di un alto funzionario

Due piccole tombe egizie risalenti a circa 3.500 anni fa sono state scoperte a Luxor, nel sud dell'Egitto sulla sponda destra del Nilo. "È un giorno davvero eccezionale", ha dichiarato il ministro dell'antichità Khaled al-Anani. Dal 2011, anno in cui è esplosa la rivolta egiziana, nota anche con il nome di rivoluzione del Nilo, il Paese sta cercando di rilanciare il settore turistico. Le autorità sperano che i nuovi ritrovamenti aiutino a raggiungere l'obiettivo.

La prima volta dentro le tombe

Come riporta il Guardian, il ministro ha sottolineato che le tombe private della 18esima dinastia erano note da tempo, scoperte da un archeologo tedesco nel 1990, "ma è la prima volta che si entra al loro interno". I luoghi di sepoltura, descrive la BBC, si trovano entrambi sulla riva occidentale del Nilo e fanno parte di un complesso cimiteriale di nobili e alti militari, noto come necropoli di Draa Abul Naga, nei pressi della Valle dei Re. 

Collezione di 450 statue e una mummia

Una tomba ha cinque entrate che portano a una sala rettangolare e contiene due pozzi funerari. Tra i manufatti rinvenuti ci sono maschere funerarie di legno, vasellame in argilla, una collezione di circa 450 statue e una mummia avvolta nel lino che dovrebbe essere di un alto funzionario. Un cartiglio scolpito nel soffitto porta il nome del re Thutmose I, della XVIII dinastia. L'altra tomba è formata da uno spazio racchiuso da muri in pietra e mattoni di fango e contiene un pozzo funerario che conduce a quattro camere. All'interno sono stati rinvenuti manufatti (soprattutto frammenti di bare di legno) e, sulle mura, iscrizioni e dipinti che rimandano a un periodo fra i regni di Amenhotep II e Thutmose IV, entrambi della XVIII dinastia.

Una spinta per il turismo

Tra gli artefatti trovati nelle tombe ci sono i coni funerari (artefatti di creta con indicazioni sul defunto sepolto in quel luogo), maschere di legno dipinto, vasi di creta, 450 statue e una mummia avvolta in bende di lino, probabilmente i resti di un alto ufficiale. Il ministro ha sottolineato che questi ritrovamenti fanno parte degli sforzi del governo egiziano di promuovere la sua industria turistica, guidata per lo più dal ricco patrimonio archeologico. Il settore è stato parzialmente paralizzato dagli attacchi degli estremisti e dai tumulti politici sorti nel 2011.

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