Nuovo studio rende più facile trapianti di organi da maiali all'uomo

I maiali sono stati geneticamente modificati con la tecnica CRISPR-Cas9 (Archivio Getty Images)
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Una ricerca congiunta fra ricercatori statunitensi e cinesi ha prodotto suini geneticamente modificati in buone condizioni: aumenta così la compatibilità e diminuiscono i rischi per l'organismo umano

Il trapianto di organi da animali a uomini è un po' più vicino. Un studio pubblicato su Science Magazine è riuscito, per la prima volta, a eliminare i retrovirus presenti nel genoma dei maiali. Si tratta di un passo decisivo per il futuro degli xenotrapianti, le operazioni che coinvolgono specie diverse.

 

I primi maiali senza retrovirus

I maiali sono sempre stati indicati come gli animali più compatibili per i trapianti di cellule e organi nel corpo umano. Fino a ora, però, l'applicabilità era vincolata dalla presenza di retrovirus pericolosi per l'uomo nel corredo genetico di questi animali. Questi virus, simili a quello dell'Hiv, avrebbero potuto inserirsi nel genoma umano generando effetti dannosi: l'ostacolo non poteva essere rimosso con cure ex post sui suini proprio perché presente nel loro genoma e l'unica strada possibile era rappresentata da una modifica genetica. L'equipe, composta da studiosi statunitensi e cinesi, è riuscita grazie all'uso della CRISPR-Cas9 (una tecnica che consente di correggere uno o più geni) a effettuare le modifiche necessarie per eliminare i retrovirus tipici dei suini. Il risultato è una sensibile riduzione dei rischi legati a malattie e compatibilità in un eventuale trapianto.

 

Le potenzialità della ricerca

In una ricerca precedente, lo stesso team aveva già dimostrato la possibilità di eliminare i retrovirus in alcune cellule create in laboratorio. Adesso, dopo due anni di studio, la "correzione" è salita di livello, dando vita a maiali geneticamente modificati, del tutto privi dei 62 retrovirus di cui i suini sono portatori. Al momento, i maialini transgenici hanno tre mesi e sono in buone condizioni: secondo alcuni esperti, come George Church dell'Università di Harvard, i trapianti da suini a umani potrebbero diventare realtà già da quest'anno. La prospettiva di maiali allevati per supplire alla mancanza di disponibilità di organi umani (solo nell'Unione Europea muoiono 4mila pazienti ogni anno per questo motivo) potrebbe generare anche un fiorente mercato. Ad esempio Smithfield Foods, uno dei maggiori produttori mondiali di carne di maiale, ha sviluppato una nuova unità nata apposta per allevare suini destinati ai trapianti e non al settore alimentare.   

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