La vita sulla terraferma? Sarebbe nata 3,48 miliardi di anni fa

Uno studente a lavoro in un sito archeologico della Francia centro-occidentale nel luglio del 2014 (foto: Getty Images)
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Ad alimentare questa ipotesi la scoperta, in Australia, di sedimenti ricchi di microrganismi fossili. Che sposterebbero la comparsa dei primi organismi viventi indietro di 580 milioni di anni rispetto alle ricostruzioni finora più accettate

Le prime forme di vita comparse sul nostro pianeta sarebbero molto più lontane del tempo di quanto ritenuto fino ad ora: 3,48 miliardi di anni fa. A spostare indietro di circa 580 milioni di anni l’origine dell’esistenza sulla terraferma sono stati i ricercatori del Centro australiano di astrobiologia dell'Università del Nuovo Galles del Sud. I quali hanno scoperto nell’Australia occidentale dei sedimenti ricchi di microrganismi fossili, vissuti nei pressi di una fonte geotermale, che risalirebbero a 3,48 miliardi di anni fa. Questa scoperta, pubblicata sulla rivista "Nature Communications", potrebbe avere conseguenze anche nella ricerca della vita su Marte, dove sono presenti tracce molto simili a quelle rinvenute in Australia.

L'origine della vita nelle sorgenti di acqua dolce

Fino a questo momento le prove di una vita microbica sulla terraferma risalivano a un periodo compreso tra i 2,7 e i 2,9 miliardi di anni fa, stando ai depositi rinvenuti in Sudafrica e contenenti terreni ricchi di materia organica. La scoperta dei ricercatori australiani, invece, sposta l’origine della vita indietro di 580 milioni di anni fa. Ma c’è di più. L'idea più diffusa sulle prime forme di vita sulla Terra è che si siano sviluppate negli oceani per poi diffondersi, più tardi, sulla terraferma. Il team guidato da Tara Djokic ha rinvenuto microrganismi fossili in strutture sedimentarie chiamate "stromatoliti". Queste, a loro volta, si trovavano all’interno di rocce rossastre della formazione "Dresser", un antico sistema di sorgenti idrotermali dell’Australia occidentale in un’area vulcanica nella regione di Pilbara. Di conseguenza, accanto all’ipotesi di un’origine della vita avvenuta nel mare profondo, gli scienziati ne starebbero sviluppando un’alternativa secondo la quale alcuni organismi siano nati a terra, all’interno di sorgenti di acqua dolce.

Le prime forme di vita della Terra

Già a marzo del 2017 una ricerca condotta dall'University College di Londra aveva scoperto in Canada le più antiche testimonianze della vita sulla Terra, facendole risalire ad un periodo compreso tra i 3,8 e i 4,8 miliardi di anni fa. Anche in quell’occasione le lancette erano state spostate indietro rispetto ai più antichi microrganismi fossili rinvenuti fino a quel momento, risalenti a circa 3,46 miliardi di anni fa.

Le conseguenze sulla ricerca della vita su Marte

La scoperta del team australiano è importante anche per un'altra ragione: potrebbe avere conseguenze per la ricerca di forme di vita su Marte. Sul Pianeta rosso, infatti, esistono rocce molto simili a quelle rinvenute in Australia. "Se la vita sulla Terra è nata così precocemente – spiega Daniela Billi dell'Università di Roma Tor Vergata – questo significa che risale a un periodo nel quale Marte era abitabile". I depositi di Pibara hanno la stessa età della crosta di Marte e se la vita si è conservata nelle sorgenti calde della Terra per tutto questo tempo, allora - secondo i ricercatori - ci sarebbero buone probabilità che la stessa cosa sia accaduta nelle acque dolci marziane.

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