Vacilla il mito Stradivari: i violini moderni suonerebbero meglio

Un violinista suona un raro modello di Stradivari durante un'anteprima per i media a Hong Kong lo scorso 21 febbraio 2017 (foto: Getty Images)
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Lo avrebbe stabilito un gruppo di esperti che hanno ascoltato "alla cieca" il suono dei pregiati strumenti d’epoca e quello di altri di più recente fattura. Promuovendo, a sorpresa, i secondi

Il mito dello Stradivari vacilla sulle note dei violini moderni. Sarebbe questa la conclusione di un esperimento nel quale esperti di musica e strumenti hanno ascoltato "alla cieca" il suono dei pregiati violini d’epoca del maestro cremonese e quello degli archi moderni. Stabilendo a sorpresa che sarebbero questi ultimi ad avere un suono migliore. Lo studio è stato condotto dall'esperta di acustica Claudia Fritz e dai suoi collaboratori della Pierre and Marie Curie University di Parigi e pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle scienze degli Stati Uniti, "Pnas".

L'esperimento nelle sale da concerto

I ricercatori hanno dunque fatto ascoltare "alla cieca" il suono dei violini in due sale da concerto a Parigi e a New York. Musicisti professionisti si sono esibiti sia singolarmente che all’interno di un’orchestra con violini moderni e antichi, compresi alcuni Stradivari. Gli esperti che avrebbero dovuto giudicare la qualità del suono senza sapere di che violino si trattasse sono stati selezionati tra violinisti, liutai, compositori e critici musicali. Ebbene, i risultati sotto stati piuttosto netti: la stragrande maggioranza degli ascoltatori ha preferito il suono dei violini moderni. Gli autori dello studio hanno sottolineato come le qualità ritenute quasi "miracolose" degli antichi violini italiani abbiano creato per secoli una sorta di timore reverenziale nei loro confronti. Ora, però, sottolineano, “è tempo di mettere il mito da parte e andare avanti”.

Lo studio del 2012

Lo stesso team guidato da Claudia Fritz aveva condotto nel 2012 un esperimento simile, ma non all’interno di sale da concerto. Ventuno esperti di violini erano stati bendati e avevano dovuto giudicare il suono di strumenti d’epoca e strumenti moderni. Anche allora la preferenza era ricaduta sui secondi. Tuttavia erano state sollevate delle perplessità in merito, visto che l’esperimento era stato condotto in un ambiente con acustica controllata. Il violinista Earl Carlyss commentò dicendo che ciò che rende grandi gli strumenti d’epoca è la possibilità di esprimere il loro potenziale all’interno di una sala. Ora, a distanza di circa cinque anni, questo è avvenuto grazie al nuovo esperimento della Fritz, ma il risultato sembrerebbe lo stesso.

La peculiarità dei violini antichi

Nonostante questo esperimento, propendere per un violino d’epoca piuttosto che uno moderno sarebbe riduttivo. Ci sono, infatti, altri fattori da tenere in considerazione, molti dei quali non sono misurabili, come la relazione tra il musicista e il suo strumento che è un aspetto profondamente personale. Il violinista Stéphane Tran Ngoc, che aveva preso parte all'esperimento del 2012, sostiene, ad esempio, che far suonare un musicista con uno strumento che non gli è familiare non rende giustizia a nessuno dei due. "Spesso – ha dichiatato Ngoc - con gli strumenti antichi è necessario esercitarsi per molto tempo, per capire come esprimere al meglio le loro potenzialità". In più c’è, secondo il violinista, una caratteristica peculiare degli strumenti d’epoca: "Un antico violino italiano - ha aggiunto - produrrà un suono sempre migliore man mano che viene suonato, al contrario di molti strumenti moderni".

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