Canton Ticino, trovati fossili di insetti giganti con i nervi intatti

Alcune immagini degli insetti fossili giganti trovati al confine tra Italia e Svizzera (foto tratta dalla ricerca pubblicata su "Nature")
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Grazie a uno stato di conservazione eccezionale dei tessuti molli, è stato possibile confermare il modello evolutivo "a balzi" e indagare nell’anatomia di una specie vissuta 240 milioni di anni fa

Fossili di insetti preistorici giganti, risalenti a 240 milioni di anni fa, sono stati rivenuti sul Monte San Giorgio, al confine tra Italia e Svizzera. Un ritrovamento eccezionale, considerato che sono ancora intatti i muscoli delle zampe e parti del sistema nervoso: condizione raramente presente nei fossili.

 

Una finestra su 240 milioni di anni fa - Questa nuova specie chiamata Gigamachilis triassicurs è vissuta nel Triassico ed era composta da insetti simili ai "pesciolini d'argento" (Lepisma saccharina Linnaeus) che si nascondono al buio di mobili e fessure nelle nostre case, ma potevano raggiungere anche gli otto centimetri di lunghezza. Il ritrovamento di ben 19 esemplari, un terzo dei quali con i tessuti molli ben conservati, apre un’inattesa finestra sul cosiddetto "tempo profondo" permettendo di osservare l’anatomia interna di un insetto vissuto 240 milioni di anni fa.

 

L’evoluzione a balzi - Nati dopo una grave crisi delle forme di vita sulla Terra, questi insetti confermano che l'evoluzione procede a balzi, con brevi periodi di cambiamento seguiti da lunghe fasi di stasi, come indica lo studio “Central nervous system and muscular bundles preserved in a 240 million year old giant bristletail”  pubblicato su "Scientific reports" da Matteo Montagna e Laura Strada dall'Università Statale di Milano in collaborazione con Joachim e Carolin Haug dell’Università Ludwig Maximillian di Monaco di Baviera. I due esemplari di Gigamachilis triassicus oggetto dello studio sono i primi artropodi terrestri fossili in cui si possono osservare in dettaglio i muscoli delle zampe e soprattutto importanti componenti del sistema nervoso centrale, quali quattro coppie di gangli addominali e strutture dei lobi ottici. La forma e posizione di queste strutture è identica a quella degli attuali archeognati: ciò significa che la comparsa del Gigamachilis triassicus, avvenuta dopo la grave crisi biologica di 252 milioni di anni fa, è stata poi seguita da un lungo periodo di stasi evolutiva giunto fino ai nostri giorni.

 

La montagna del tesoro - Gli insetti preistorici sono stati scoperti durante alcune ricerche svolte sul Monte San Giorgio (patrimonio Unesco per i suoi fossili di vertebrati marini) agli inizi degli anni 2000 dal gruppo guidato dal paleontologo Andrea Tintori assieme a Markus Felber, allora conservatore presso il Museo cantonale di storia naturale di Lugano. “Questo studio - spiega Matteo Montagna  - dimostra che anche dopo oltre 150 anni di ricerche su questo sito è ancora possibile fare incredibili scoperte e che talvolta sono proprio i fossili più piccoli a dare i risultati più incredibili”. I fossili permettono inoltre di retrodatare di 100 milioni di anni l'origine delle attuali famiglie degli archeognati: i ricercatori italiani stanno già collaborando con l'Università di Sidney per ricalibrare le datazioni dell'origine dei maggiori gruppi di insetti che oggi dominano la vita sulla Terra.

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