Cina, identificato il fossile del più antico progenitore dell'uomo

Importante scoperta su un fossile analizzato dai ricercatori cinesi (Getty Images)
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Si tratta del saccorhytus, una creatura microscopica a forma di sacchetto e con una bocca - proporzionalmente - enorme: secondo i ricercatori asiatici e britannici, sarebbe l'antenato di tutti i vertebrati. Viveva in mare e presentava diverse caratteristiche anticipatrici della successiva evoluzione

Con molta probabilità il fossile individuato nello Shaanxi, provincia della Cina centrale, appartiene al più antico progenitore di tutti i vertebrati. Anche dell'uomo, dunque. Lo sostengono due diverse indagini, condotte da un'università cinese e da una britannica. Quest'ultima ha preso le mosse da microfossili simili trovati in Canada.

Un "alieno" con un enorme orifizio – Dalle ricostruzioni fatte a partire dai microfossili ritrovati in Cina emerge una bizzarra creatura microscopica, quasi aliena, con una enorme bocca dotata di escrescenze che ricordano dei denti, e priva di ano. La sua forma ricorda quella di un sacchetto, e da qui il nome con cui è stato ribattezzata: saccorhytus. Nonostante sia quanto di più lontano dall'uomo si possa immaginare, probabilmente è il suo più antico progenitore.




L'avo di tutti i vertebrati – Il saccorhytus è un microrganismo marino delle dimensioni di un millimetro vissuto 540 milioni di anni fa, nel periodo Cambriano, e appartenente alla categoria biologica dei cosiddetti deuterostomi, di cui sarebbe l'esempio più primitivo mai individuato. E proprio dai deuterostomi si sono sviluppati gli organismi vertebrati, tra i quali – appunto – anche l'uomo.

Due articoli che vanno nella stessa direzione – La scoperta è stata descritta in due distinti articoli: il primo, pubblicato sulla rivista "Nature", è il frutto di un'indagine del gruppo di ricerca della cinese Northwest university di Xi'an, coordinato da Jian Han; il secondo si trova invece su "Nature Ecology and evolution" a firma dei ricercatori delle Università britanniche di Cambridge e Leicester, coordinati da Thomas Harvey e Nicholas Butterfield. Questa seconda indagine prende le mosse da altri fossili, sempre del periodo Cambriano, rinvenuti nel Canada occidentale.

I risultati dall'analisi dei fossili –
I ricercatori hanno analizzato i microfossili e sono arrivati a capire ad esempio che il corpo della creatura era simmetrico e che, oltre alla bocca, presentava altre otto aperture non utilizzate per respirare, ma che si sarebbero in seguito potute evolvere nelle branchie degli organismi acquatici. Altro dato interessante emerso dagli studi: il saccorhytus era coperto da una sottile membrana - una pelle ancestrale - e aveva dei muscoli microscopici per mezzo dei quali si muoveva.  

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