Studio americano: alcuni videogiochi potrebbero far bene alla vista

Lo studio è stato condotto su 24 bambini di Ohio e Oklahoma con problemi alla vista (Getty Images)
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I videogames d’azione, secondo la ricerca, aiuterebbero i bambini a vedere meglio. Merito dell'attenzione da porre su tutto il campo visivo, anche nelle parti periferiche

L’esposizione agli schermi può essere dannosa per gli occhi, ma alcuni videogiochi potrebbero aiutare a migliorare la situazione dei bambini con problemi alla vista. Questo il risultato di uno studio congiunto delle università statunitensi di Rochester e Vanderbilt.

Combattimenti, fughe e avventure - I ricercatori sono partiti dall’analisi dei videogame d’azione, quelli basati su combattimenti, avventure e fughe dei personaggi virtuali. I videogiochi d’azione propongono situazioni frenetiche nelle quali sono richieste al giocatore agilità e prontezza nell’uso dei comandi per portare a termine le missioni: per giocare bisogna anche stare concentrati su tutto il proprio campo visivo, visto che oggetti e nemici possono arrivare da diverse parti dello schermo. I ricercatori hanno addirittura elaborato dei videogiochi "terapeutici", in grado di aiutare i bambini con problemi visivi a migliorare la propria vista periferica. I nuovi videogame hanno mantenuto il campo d’azione largo, eliminando altre caratteristiche come la necessità di una rapida coordinazione fra gli occhi e le mani. Ed erano "kid-friendly", cioè privi di ogni contenuto violento, sessuale o comunque non adatto ai più piccoli.

I risultati dello studio - Sono stati 24 i bambini con problemi al nervo ottico e alla retina, provenienti da Ohio e Oklahoma, che hanno partecipato all'esperimento sulle virtù "curative" di questi videogiochi. E i risultati sono stati sorprendenti: bastano otto ore di allenamento con i videogiochi elaborati dal team di ricerca per ottenere un miglioramento sensibile nella propria vista periferica, che viene confermato anche a distanza di un anno. I bambini sono stati divisi in gruppi e hanno giocato su maxischermi, per ampliare al massimo il loro campo visivo. Due gruppi hanno provato videogiochi d'azione: uno era una versione depurata di "Ratchet&Clank"; mentre un altro era stato progettato dal team e prevedeva che i giocatori affrontassero oggetti che comparivano all'improvviso dai punti estremi dello schermo, mentre erano impegnati in un'altra operazione. Questi due gruppi hanno ottenuto progressi superiori rispetto a un terzo gruppo, impegnato in un gioco simile al Tetris:  “Abbiamo notato un miglioramento fino al 50% delle capacità visive dei bambini”, ha dichiarato a "Medicalxpress" Duje Tadin, uno dei professori che hanno contribuito allo studio.

Deficit di attenzione - La chiave dello studio si basa sull’attenzione che i bambini pongono al loro campo visivo. Di solito gli ipovedenti fanno sforzi per vedere meglio di fronte a sé, ignorando completamente la vista periferica, mentre con questo training i bambini dovevano necessariamente stare attenti a un’area più ampia: “Noi abbiamo agito allenando il loro cervello a spostare l’attenzione su ciò che succede ai margini del campo visivo. Non possiamo lavorare sull’hardware (migliorare fisicamente la loro vista), ma sul software (in che modo la utilizzano) sì”, ha concluso Jeffrey Nyquist, il leader del team di ricerca.

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