La longevità aumenta ma le più anziane sono sempre le donne

Due anziani che ballano, foto d'archivio (Getty Images)
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Una ricerca ha analizzato i dati relativi ad oltre un milione di persone dall'800 ad oggi e ha scoperto che nell’ultimo secolo è stato registrato il più elevato aumento della speranza di vita della storia. Longevità di cui continuano a beneficiare soprattutto le donne

 

L’aspettativa di vita dell’uomo ha fatto più passi avanti nell'ultimo secolo che in milioni di anni di storia evolutiva con un'unica costante: le donne sono da sempre le più longeve. È il risultato di una ricerca effettuata da un team internazionale di scienziati che ha analizzato i dati relativi ad oltre un milione di persone dall'800 a oggi. La ricerca ha coinvolto anche sei specie di primati, come scimmie e gorilla, ed è stata pubblicata sulla rivista dell'Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti (Pnas).

 

Progressi della medicina – Dalla studio emerge che le ultime generazioni di essere umani, rispetto ai loro simili di inizio Ottocento, hanno potuto godere del più elevato aumento della speranza di vita della storia. Le ragioni vanno rintracciate principalmente nei progressi della tecnologia e della medicina e nello sviluppo di una sanità pubblica. Ad esempio, una delle voci più significative come la morte infantile, negli ultimi 200 anni, è letteralmente crollata. Così, prendendo ad esempio la Svezia, secondo i dati raccolti, negli ultimi due secoli l’aspettativa media è passata da circa 35 anni a oltre 80.  

 

I maschi sono in svantaggio – In questo processo di progressivo invecchiamento, secondo i ricercatori, la donna conserva nel corso dei secoli una maggiore longevità. Rimanendo nella penisola scandinava una ragazza nata in Svezia nei primi anni dell'Ottocento poteva aspettarsi di vivere in media tre o quattro anni in più di un ragazzo. Due secoli dopo, nonostante i passi avanti della medicina, "l'abisso" che separa i due generi è pressoché identico. Per Susan Alberts, co-autrice dello studio e professoressa di biologia presso la Duke University, "lo svantaggio maschile ha profonde radici evolutive e si rintraccia non solo nell’uomo ma in tutti i primati".

 

È colpa del cromosoma X – Nonostante non ci siano ancora delle evidenze scientifiche che spieghino la maggiore longevità femminile, secondo la biologa è una questione di genetica. I primati maschi, infatti, hanno un solo cromosoma X a differenza delle femmine che ne hanno due. Per questa ragione non sono in grado di compensare eventuali anomalie genetiche che il loro unico cromosoma può portare. Inoltre, in molti casi, il maschio continua a conservare dei comportamenti maggiormente a rischio della donna.

 

Mezzo secolo di vantaggio – Se ancora non siamo in grado di individuare le ragioni di questa differenza di genere, sappiamo però che condizioni sanitarie adeguate consentono all'essere umano di guadagnare in media circa 40-50 anni di vita. Le popolazioni che vivono in condizioni tribali, come ad esempio i cacciatori-raccoglitori Aché del Paraguay o gli Hadza della Tanzania, continuano ad avere un'aspettativa media intorno ai 30-40 anni, non troppo distante dalla situazione in Europa 200 anni fa.

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