Record Asteroidi, sono più di 15mila quelli vicini alla terra

L'asteroide Lutetia fotografato durante una missione dell’Esa (Getty Images)
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L’osservazione di questi corpi celesti ha registrato un’impennata negli ultimi 15 anni. Fino al 2000 se ne conoscevano appena mille. Oggi si studiano per calcolarne l’orbita e prevederne la pericolosità  

Un mare di asteroidi circonda il nostro Pianeta. Per l’esattezza gli astronomi sono appena arrivati a contarne 15mila e probabilmente il numero è destinato a crescere ulteriormente. Quindici anni fa, infatti, ne conoscevamo meno di mille e solo nel 2013 si è superata soglia 10mila.

Questa impennata di scoperte è dovuta agli investimenti che diversi governi, in primis quello americano, hanno fatto per studiarne la possibile pericolosità.

Un ruolo rilevante in queste ricerche è stato giocato dall’Agenzia spaziale europea (Esa) che ha stabilito in Italia, e in particolare a Frascati in provincia di Roma, il Centro di coordinamento Neo (Near earth object). La struttura ospitata all’interno dell’Istituto europeo di ricerca spaziale (Esrin) si occupa, per l’appunto, di monitorare gli “oggetti che orbitano vicino alla Terra” che potrebbero entrare in rotta di collisione con il nostro Pianeta.

 

 

Trenta nuovi asteroidi alla settimana – Prima degli anni Novanta, l’osservazione di questi corpi celesti era appannaggio quasi esclusivo degli appassionati. Il primo “avvistamento” è datato 1898 quando l’astronomo Gustav Witt dall’osservatorio di Berlino registrò l’asteroide “Eros”. Nei successivi 34 anni sono stati scoperti solo altri tre Neo. Il vero salto, scrive in una nota il Centro di coordinamento, è avvenuto dal 2013 quando il tasso di scoperta è incrementato notevolmente segnando una media di più di 30 nuovi asteroidi a settimana, che ha portato a mapparne 5mila in tre anni.

 

 

Prevederne la pericolosità – Dall’anno scorso, ogni 30 giugno, si celebra l'Asteroid Day per accendere i riflettori sulla possibile minaccia rappresentata da questi corpi celesti. La data è stata scelta in ricordo dell’asteroide che nel 1908 causò a Tunguska, in Siberia, l’abbattimento di circa un milione di alberi e un terremoto del quinto grado della scala Richter. Al momento la maggior parte dei Neo non rappresentano un pericolo per la Terra. Il lavoro dei centri di osservazione consiste nel mapparli per poterne determinare l’orbita in modo da sapere se c’è il rischio che si trasformino in una minaccia.

 

 

La ricerca va avanti – Grazie agli investimenti fatti negli ultimi decenni si è arrivato al censimento di circa il 90 per cento degli asteroidi con un diametro superiore ai mille metri, potenzialmente i più pericolosi, ma si sa ancora troppo poco dei Neo più piccoli. Ad oggi i due principali centri di osservazione al mondo si trovano entrambi negli Stati Uniti e sono il Catalina Sky Survey in Arizona, e il Pan-Starrs nelle Hawaii. Ma nuovi strumenti stanno per essere messi a disposizione della ricerca come, ad esempio, il Large Synoptic Survey Telescope in Cile e il Telescopio Fly-eye, un progetto dell’Agenzia spaziale europea.

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