Plastica scambiata per cibo, quell'odore che inganna gli uccelli

Gli uccelli marini scambiano la plastica per cibo, ingannati dall'olfatto (Getty Images)
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Secondo una ricerca dell'Università della California, i rifiuti di plastica sarebbero una vera e propria trappola olfattiva per numerose specie marine

Se fino a questo momento ancora non era chiaro il motivo per cui gli uccelli marini si nutrissero di plastica, ora i ricercatori dell’Università della città di Davis in California potrebbero aver trovato la risposta. Sarebbe infatti l'olfatto a ingannare gli uccelli, inducendoli ad ingoiare della plastica che provoca soffocamento e intossicazione. I rifiuti di plastica gettati nell’oceano produrrebbero un odore che gli uccelli associano al cibo da migliaia di anni. Sarebbe questa la conclusione a cui è giunto il gruppo di ricerca californiano che ha pubblicato i propri risultati su “Science advances”.

 

Un olfatto ingannevole – Grazie ad un esperimento, i ricercatori di Davis avrebbero dimostrato che i rifiuti di plastica gettati nell’oceano producono il solfuro dimetile o Dms, un odore chiave per le interazioni biologiche relative alla nutrizione. Per questo motivo, quindi, diverse specie di uccelli in cerca di cibo sarebbero tratte in inganno. Inoltre, sempre secondo i dati raccolti dal team californiano, sarebbe stata individuata una relazione tra la reattività al Dms e la frequenza di ingestione della plastica da parte degli uccelli marini. I detriti di plastica sarebbero così una vera e propria trappola olfattiva per la fauna marina più sensibile.

 

Come è stato realizzato l’esperimento – Gli scienziati hanno provato ad attirare gli uccelli depositando nell’oceano al largo della costa della California delle perline composte dai principali tipi di plastica: polietilene ad alta e bassa intensità e polipropilene. Le perline sono state messe all’interno di una borsa speciale cucita a maglia e legata a una boa in mare. Tre settimane più tardi sono tornati a recuperarla. E hanno constatato che, dopo un certo periodo di immersione in mare, le perline odorava effettivamente di solfuro dimetile: la sostanza sarebbe prodotta dalla reazione chimica delle alghe marine depositate sulla superficie degli oggetti.

 

Il punto di vista degli uccelli – “È importante tenere in considerazione il punto di vista degli organismi in situazioni come queste”, ha detto uno dei ricercatori, Matthew Savoca, come si legge sul portale dell’Università di Davis. “Alla base delle decisioni che prendono gli animali, c’è sempre una ragione precisa. Di conseguenza, se vogliamo davvero capire perché questi animali stanno mangiando la plastica, dobbiamo ragionare sul modo con il quale si procacciano il cibo”. Lo studio, in particolare, ha rivelato che gli uccelli marini che tracciano il Dms per trovare le prede hanno sei volte più possibilità di mangiare plastica rispetto a quelli che non lo fanno.

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