Tormentoni: uno studio rivela la genesi delle hit contagiose

Lady Gaga (Getty Images)
1' di lettura

Una ricerca pubblicata su “Psychology of aesthetics, creativity and the arts” svela le caratteristiche comuni ai brani che si fissano nella nostra testa. Ed elegge la regina di questo genere di canzoni: Lady Gaga

 

Quale segreto si nasconde dietro le canzoni che non riusciamo a toglierci dalla testa? A svelare la ricetta del tormentone perfetto è uno studio realizzato da ricercatori delle università inglesi di Durhamm e Goldsmiths e dell'ateneo tedesco di Tubinga, pubblicato sulla rivista scientifica “Psychology of aesthetics, creativity and the arts”. Gli scienziati hanno spiegato che per potersi insinuare nelle orecchie e nella mente di un ascoltatore - il fenomeno è definito tecnicamente “immagine musicale involontaria” - un brano deve avere caratteristiche ben precise: è di solito più veloce, con una melodia abbastanza generica e facile da ricordare. Ma con alcuni intervalli unici, originali, come variazioni-salti o ripetizioni, che la distinguono dalla media delle canzoni pop.

 

 

 

 

La classifica dei tormentoni – Per portare a termine la propria ricerca, gli esperti hanno chiesto a 3000 persone tra il 2012 e il 2013 di indicare le canzoni che più di tutte non potevano fare a meno di canticchiare. In cima alla singolare hit parade dei tormentoni si è piazzata “Bad romance” di Lady Gaga, in seconda posizione “Can't get you out of my head” di Kylie Minogue e sul gradino più basso del podio “Don't stop believin'” dei Journey. Seguono “Somebody that I used to know” di Gotye e “Moves like Jagger” dei Maroon 5. In classifica anche “California gurls” di Katy Perry, “Single ladies” di Beyoncé e “Bohemian rhapsody” dei Queen. Il 90% degli intervistati ha spiegato di ritrovarsi a canticchiare una di queste hit in maniera ininterrotta almeno una volta a settimana.

 

 

 

 

La ricetta per un brano da hit parade - I brani indicati dagli utenti sono stati confrontati con melodie mai citate dai partecipanti ma comunque presenti nelle classifiche inglesi: in questo modo i ricercatori sono riusciti ad isolare gli “ingredienti” che trasformano una canzone in ossessione. In alcuni casi i brani ripetono uno schema simile a quello delle filastrocche, in cui la prima frase si alza di tono e la seconda scende come in “Twinkle twinkle little star”. Il ritornello di “Bad romance” e il giro di basso di “Smoke on the water”, invece, funzionano perché fanno uso di ripetizioni che possono facilmente imprimersi nella nostra testa. Anche cambi bruschi nella melodia come l'interludio strumentale di “My Sharona” hanno facile presa sul nostro cervello. I risultati, sottolinea su EurekAlert! Kelly Jakubowski della Durham University, autrice principale dello studio, “mostrano che si può in qualche modo prevedere in base al contenuto melodico quali canzoni sono destinate a restare bloccate nella mente. E questo potrebbe aiutare gli aspiranti cantautori e anche i pubblicitari a scrivere jingle che tutti ricorderanno a lungo”.

 

 

 

 

Come "liberarsi" delle melodie - La dottoressa Jakubowski ha anche dato alcuni consigli per togliersi dalla testa i motivetti: masticare un chewing gum, risolvere rebus e anagrammi o leggere un romanzo possono distrarre. “Anche ascoltare in continuazione la canzone in questione può favorire una chiusura nei confronti del brano, così come può aiutare distrarsi con un'altra melodia. La maggior pare degli intervistati si serviva per questo scopo di 'God save the Queen' ”.

 

Leggi tutto