La riproduzione umana? Potrebbe essere condizionata da 12 aree del Dna

Struttura del Dna (Getty Images)
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Secondo uno studio pubblicato su “Nature Genetics”, ci sarebbero 24 geni in grado di condizionare il comportamento riproduttivo degli uomini come delle donne

Un team di scienziati provenienti dalle università di Oxford (Gb), Groningen (Paesi Bassi) e Uppsala (Svezia) avrebbe individuato 12 aree all’interno del genoma umano che potrebbero essere correlate in maniera significativa al comportamento riproduttivo umano. I risultati del loro studio, al quale hanno contribuito in qualità di co-autori anche sociologi, biologi e genetisti provenienti da istituti di tutto il mondo, sono stati pubblicati sulla rivista “Nature Genetics”

 

L’organizzazione dello studio – I ricercatori hanno analizzato le informazioni relative ad oltre 251mila persone tra uomini e donne per quanto riguarda l’età che avevano al primo figlio e circa 343mila soggetti tra maschi e femmine per quanto concerne, invece, il numero di bambini avuti. Dopo un’analisi comparata con il Dna dei partecipanti, sono stati individuati dai ricercatori 12 aree all’interno dei cromosomi che avrebbero una correlazione significativa sia con l’età in cui si ha il primo figlio, sia con il numero di bambini che si possono avere. Secondo i ricercatori, tali aree potrebbero avere un ruolo sia diretto che indiretto andando a modificare l’espressione genica ovvero il processo per cui una cellula è in grado di attivare solo alcuni dei geni contenuti nel suo Dna.

 

Una scoperta importante, ma serve prudenza – Le varianti genetiche individuate, spiegano i ricercatori, sono associate anche ad altre caratteristiche dello sviluppo sessuale umano come, ad esempio, l’età della prima mestruazione e della menopausa nelle donne e il cambiamento di voce nei maschi. Tali varianti identificate nelle 12 aree del Dna possono predire meno dell’1 per cento del comportamento riproduttivo, ma “per la prima volta sappiamo dove trovare le aree del Dna ad esso legate”, ha detto Melinda Mills, del Dipartimento di sociologia del Nuffield College dell’università di Oxford e coordinatrice dello studio. “Avere dei figli, però – afferma l’esperta – continua a dipendere in modo più forte da fattori ambientali e sociali”. Un altro degli autori di questa ricerca, Nicola Barban, condivide questa conclusione perché “i nostri geni non determinano il nostro comportamento", ma sottolinea allo stesso tempo che è stata individuata “un’altra piccola tessera che ci aiuta a comporre un puzzle enorme”.

 

I 24 geni da cui ripartire – Oltre alle 12 aree del Dna prese in esame, lo studio ha individuato anche 24 geni probabilmente responsabili dell’effetto delle varianti genetiche identificate nel comportamento riproduttivo. Da qui si potrebbe ripartire per allargare ulteriormente la ricerca. “Una comprensione maggiore delle funzioni di questi geni – spiegano Marcel den Hoed e Harold Snieder, co-autori della ricerca in oggetto, rispettivamente delle università di Uppsala e Groningen - potrebbe contribuire al trattamento dell’infertilità”.

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