Insetti a tavola? Per l'Italia sono ancora tabù

Focaccia alle larve (Getty Images)
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Per la Fao sono il cibo del futuro e l’Unione Europea ne sta valutando la commercializzazione; in Italia però è ancora vietato commercializzarli

La degustazione a Expo nel 2015 non ha fatto da apripista: in Italia mangiare insetti è ancora vietato. In altri Paesi europei però diverse specie sono già in commercio e anche a livello comunitario ci si sta muovendo in questa direzione. Enti autorevoli come la Fao (l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) e l’Efsa (l'autorità europea per la sicurezza alimentare) hanno espresso il loro parere positivo e da molti gli insetti sono considerati il cibo del futuro, come sostiene la dottoressa Costanza Jucker, del Dipartimento di Scienze per gli Alimenti, la Nutrizione e l’Ambiente dell’Università degli Studi di Milano.

 

Cosa prevede la legge italiana – Il consumo di insetti è vietato in Italia e nessun locale può inserirli nel suo menù. La normativa vigente in proposito (il reg. Ce 178/2002) in realtà non li cita esplicitamente, ma indica come alimento “ogni sostanza o prodotto di cui si prevede ragionevolmente che possa essere ingerito da esseri umani”. Un’altra legge, però, la 283/62, vieta la vendita di alimenti invasi da insetti e parassiti, che sono considerati infestanti e che non possono essere contenuti nemmeno in traccia in nessun alimento. Non essendo mai stata presa in considerazione l’ipotesi di mangiarli volontariamente, la normativa si occupa solo dei casi in cui vengono ingeriti involontariamente. Qualcuno comunque ha provato a mettere gli insetti in tavola, come un ristorante milanese che ha organizzato due cene a tema, prima che la Asl cittadina sequestrasse gli ingredienti base dei vari piatti, cioè grilli, larve, vespe e scorpioni.


E in Europa? – A livello europeo, il nodo della questione è che gli insetti sono stati di recente inseriti in quelli che vengono chiamati “novel food”, la cui commercializzazione è normata dal regolamento Ce 258/97. Questo perché sono giudicati privi di “una storia significativa di consumo” prima del 1997: in pratica non appartengono alla tradizione alimentare europea. Ciò comporta che l’autorizzazione alla vendita richiede l’approvazione dell’autorità competente nello Stato membro (nel caso dell’Italia il ministero della Salute), che poi inoltra la relazione alla Commissione europea. Un iter complesso, che in nel nostro Paese non è andato a buon fine; altrove tuttavia la situazione è diversa: in Belgio ad esempio ci sono già dieci specie che si possono consumare, in Olanda e Francia si vendono diversi prodotti alimentari a base di insetti.


I vantaggi dell'alimentazione a base di insetti – Sono numerose le ricerche, anche autorevoli, che dimostrano le potenzialità degli insetti dal punto di vista nutrizionale. Secondo l’ultimo report in materia della Fao pubblicato nel 2015, si tratta di una soluzione utile per combattere la fame nel mondo: gli insetti risultano particolarmente ricchi di proteine (fino al 77%), acidi grassi prevalentemente insaturi (fino al 50%) e di minerali (soprattuto calcio, ferro, fosforo e magnesio). Allo stesso tempo l’impatto ambientale della loro produzione su larga scala è molto inferiore rispetto a quella di altre specie animali, in termini di risorse impiegate per calorie prodotte. Sui rischi per la salute si è espressa l’Efsa in una relazione pubblicata nell’ottobre 2015. Anche se molto dipende dallo stadio dell’evoluzione dell’insetto e dal sistema di allevamento, la conclusione del report è che “l’uso di insetti come fonte di alimenti e mangimi ha, potenzialmente, importanti benefici per l’ambiente, l’economia e la sicurezza della disponibilità alimentare”, un giudizio che lascia ben sperare in vista del futuro. “Presto - ha commentato la dottoressa Jucker - potremmo trovare proteine provenienti da insetti nelle farine e nei mangimi alimentari. Per mangiare insetti interi in Italia, invece, sarà prima necessario superare un tabù culturale”.

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