La tecnologia italiana arriva su Marte

Il lander Schiaparelli attaccato al Tgo (Getty Images)
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Il Lander Schiaparelli, della missione europea ExoMars, si è separato dall'orbiter e toccherà il suolo marziano mercoledì 19 ottobre

Il lander Schiaparelli si prepara al grande appuntamento con il pianeta rosso. L'atterraggio su Marte del veicolo, che si è separato dal Trace gas orbiter (Tgo) con cui ha viaggiato sette mesi, è previsto per mercoledì.

Divorzio in orbita – La missione ExoMars, organizzata dall'Agenzia spaziale europea Esa e dalla russa Roscosmos, entra dunque in una fase cruciale. La separazione tra il lander e il Tgo – un “divorzio in orbita” come lo hanno definito, scherzando, i responsabili della missione – prelude infatti al momento in cui il veicolo toccherà il suolo marziano. L'atterraggio è previsto per le 16.48 di mercoledì.

Un'avventura che parla italiano – Italiano fin dal nome – è dedicato infatti all’astronomo Giovanni Schiaparelli, autore della prima mappa completa di Marte – il lander è un esempio della ricerca e tecnologia del nostro Paese a bordo della missione, che l'Italia finanzia per oltre il 30 per cento grazie ai 350 milioni di euro messi dall'Asi, l'Agenzia spaziale italiana. Importante il contributo scientifico: la missione vede coinvolti l'Inaf, Istituto nazionale di astrofisica, l'Università di Padova e l'Infn, Istituto nazionale di fisica nucleare. In prima fila anche l'industria italiana, con Finmeccanica e Thales Alenia Space che hanno integrato entrambi i veicoli a Torino, contribuendo inoltre al centro di controllo del lander gestito da Altec, società nata dalla collaborazione tra Thales Alenia Space e Asi.

A un milione di chilometri dal pianeta rosso - La separazione del lander dall'orbiter dopo un viaggio durato sette mesi è avvenuta a circa un milione di chilometri da Marte. Il Tgo ha rilasciato Schiaparelli con una leggera rotazione, in modo da fargli mantenere la traiettoria nell’orbita marziana, e poi si è allontanato. Una manovra meccanica, programmata sul computer di bordo, il cui segnale di conferma ha impiegato ben 9 minuti e 36 secondi per raggiungere la Terra. Anche la discesa di mercoledì avverrà in maniera automatica, mentre l'orbiter è programmato per avvicinarsi a Marte soltanto l'anno prossimo, quando si abbasserà su un’orbita circolare fino a 400 chilometri dal pianeta.

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