Otto abitudini che sembrano salutari ma che sarebbe meglio abbandonare

Dall'utilizzo di latte magro al sapone antibatterico, ecco la lista da evitare diffusa da "El Pais". GALLERY

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    Molte sono le abitudini normalmente ritenute salutari e che, secondo la lista pubblicata da "El País", si rivelerebbero invece inutili o addirittura dei boomerang per il nostro organismo. Tra queste credenze, un posto d'onore spetta certamente alla frutta, ritenuta sempre e comunque salutare. In realtà la frutta è ottima per la colazione, a metà mattina o come merenda. Ma guai a sostituirla alla cena: il rischio, soprattutto per chi vuole dimagrire, è di ottenere l'effetto opposto: la frutta è infatti una fonte energetica, meglio consumarla quando restiamo attivi e non prima di andare a dormire - La prima colazione
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    Al di là dei celiaci, che la devono adottare per forza, sono sempre più le persone nel mondo che scelgono una dieta priva di glutine perché la considerano più salubre. Il rischio, però, è che pasta, pane e altri derivati del grano eliminati dai pasti siano sostituiti da ingredienti più ricchi di zuccheri, o che determini un eccessivo aumento del consumo di carne e latticini. Se ciò non bastasse, un occhio al portafogli: si calcola infatti che una dieta (inutile) senza glutine possa costare fino a 1400 euro in più - Lo studio australiano sugli effetti della dieta gluten-free sui non celiaci
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    Il termine "latte", anche a termini di legge, è improprio per le bevande di origine vegetale, come ad esempio quelle a base di riso o di soia, oppure di avena, mandorle, cocco o arachidi. Per quanto “di moda” e persino consigliati in alcune diete, non è vero che abbiano lo stesso apporto nutrizionale del latte di mucca. Smettere di bere quest'ultimo equivale a limitare l'assunzione di calcio (di cui le bevande vegetali sono carenti, spesso infatti il calcio vi viene addizionato) e l'apporto di vitamine come la A, la B, la D e la E - Il Regolamento 1308/2013 che parla anche del corretto utilizzo del termine "latte"
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    Contrariamente a quanto si pensa, i prodotti a base di latte magro non sono più salutari: uno studio pubblicato sullo “Scandinavian journal of primary health care” è arrivato a correlare il consumo di latte e latticini ricchi di grassi con un minor rischio di sviluppare obesità. Ciò in quanto questi prodotti saziano di più (riducendo la necessità di spuntini tra i pasti) e perché gli acidi grassi dei latticini hanno un effetto sulla regolazione del peso - Lo studio che riabilita i formaggi "grassi"
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    Lavarsi le mani con il sapone è il modo migliore per eliminare i germi. La paura di contrarre infezioni ha però favorito l'aumento della domanda di saponi antibatterici che – avverte il dipartimento Salute dell'Università di Harvard, negli Stati Uniti – oltre a non essere utili, rischiano di far crescere la possibilità di diventare allergici e di facilitare lo sviluppo di batteri resistenti agli antibiotici - Lo studio di Harvard su saponi e batteri
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    Utilizzare mascherine di carta - così diffuse in Estremo Oriente - è una misura inefficace contro lo smog perché sì non fanno passare le particelle inquinanti più grandi, ma incanalano le più piccole verso l'apparato respiratorio. Per proteggerci dall'inquinamento non c'è mascherina che tenga: persino quelle più sofisticate, provviste di filtro e sicuramente migliori di quelle di carta, non possono evitare del tutto la respirazione di aria contaminata - Il punto della Food&Drug administration americana sull'utilità delle mascherine antismog
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    La cura delle orecchie è fondamentale, ma attenzione a convertire spray e nettaorecchie (ossia i bastoncini o "cotton fioc") in oggetti indispensabili per la pulizia quotidiana. L'orecchio ha i suoi sistemi di pulizia fisiologici e inoltre il cerume, che ha una funzione battericida, lo protegge dalle infezioni. Secondo un rapporto dell'Oxford University hospital, l'utilizzo di bastoncini può alterare questa auto-pulizia e danneggiare il timpano - Lo studio britannico sull'igiene delle orecchie
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    L'ultimo errore viene di solito commesso in cucina e ha come “protagonista” la lavastoviglie. Che lava a 65°C, temperatura non sopportabile nel lavaggio a mano. L'eccesso di pulizia può però essere dannoso per i più piccoli, come indica la rivista “Pediatrics”: i bimbi che vivono in famiglie senza lavastoviglie hanno meno eczemi e asma rispetto a quelli che vivono in famiglie che ce l'hanno, in quanto i microbi che rimangono sui piatti lavati a mano fanno sì che sviluppino meno allergie - Lo studio pubblicato su “Pediatrics”