Tutte le proprietà e i benefici del kiwi

Secondo i dati del Fao, l'Italia è tra i maggiori produttori al mondo, seconda solo alla Cina (Getty Images)
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Possiede nutrienti che favoriscono la qualità del sonno, della pelle e proteggono il cuore da malattie cardiovascolari: ecco tutto ciò che c'è da sapere su un frutto la cui coltivazione fa bene anche all'economia italiana

In principio, per farlo viaggiare senza troppi dazi doganali, fu spacciato per un "cugino" dell'uva. Ma il kiwi ha nei secoli conquistato ampia credibilità sulle tavole di tutto il mondo, conquistandosi uno spazio tutto per sé soprattutto nelle diete. Grazie al suo basso apporto calorico e alle rinomate qualità nutraceutiche, è infatti un frutto irrinunciabile per tutti i regimi nutrizionali ipocalorici. Ecco i pro e i contro di un frutto che fa bene non solo al corpo, ma anche all'economia italiana.

Storia e curiosità sul kiwi

Tecnicamente il kiwi è una bacca commestibile. Cresce appeso a una specie di liana da una pianta appartenente al genere Actinida. Deve il suo nome all'omonimo animale neozelandese che, proprio come il frutto, è piccolo, marrone e peloso. Infatti, fu in questo Paese che all'inizio del Novecento si diffusero coltivazioni intensive grazie al clima e all'ecosistema favorevole (umido, non troppo soleggiato, con inverni freddi). Ma il kiwi ha origine dalla Cina Meridionale, qui era considerato una prelibatezza dagli imperatori e veniva usato anche come pianta ornamentale. Il suo nome originario era yang-tao. Arrivò in Gran Bretagna grazie a un collezionista della Società Britannica Reale di Orticoltura che li inviò nel suo Paese. La pianta da cui nasce il frutto appartiene alla famiglia delle Actinidiacee. Si tratta di una pianta rampicante a foglie caduche piuttosto grandi la cui forma ricorda quella di un cuore. Si tratta di un vegetale forte e resistente e può arrivare agli 8-10 metri di altezza. A produrre i frutti sono le piante femmine.

Benefici

Consumare frutta e verdura è un'abitudine sana, ormai radicata nell'alimentazione degli italiani. I numeri da record diffusi da Coldiretti nel corso del 2017 ne sono una dimostrazione. Oltre ai benefici tipici della frutta come la riduzione del rischio di sviluppare malattie cardiocircolatorie e gli effetti positivi contro il rischio obesità,  il kiwi presenta delle proprietà specifiche. Svolge un'azione positiva sulla pelle, grazie alla presenza della vitamina C, nutriente e antiossidante naturale di cui il collagene si nutre. Questa sostanza permette di prevenire i danni prodotti dal sole, dall'inquinamento, dal fumo, aiuta a ridurre le rughe e migliora l'incarnato generale.  Inoltre, secondo uno studio pubblicato sull'Asia Pacific Journal of Clinical Nutrition, il kiwi migliorerebbe anche la qualità del sonno. Essendo ricco di potassio, questo frutto, aiuta a prevenire i problemi cardiocircalotori, l'insorgenza di calcoli renali e abbassa la pressione sanguigna. È inoltre particolarmente indicato per alleviare i problemi circolatori connessi alla gravidanza - pesantezza alle gambe, telangettasia, vene varicose ed emorroidi -, oltre ad essere un buon alleato contro l'anemia e la generale debolezza dell'organismo. Viene spesso assunto come blando lassativo, regolatore del colesterolo e della glicemia. Il tutto con un apporto calorico di sole 44 calorie per frutto.

Rischi

Secondo Medical News Today i beta-bloccanti, medicinali prescritti per chi soffre di problemi cardiaci, possono portare a un aumento dei livelli di potassio nel sangue. Per questo il consumo di alimenti ricchi di questa sostanza - come lo è per l'appunto il kiwi - vanno consumati con moderazione, se si sta seguendo una cura a base di beta-bloccanti. Inoltre, alti livelli di potassio possono essere difficili da gestire per chi soffre di malfunzionamenti renali.

Le varietà di kiwi

Quella più coltivata è la varietà di kiwi Hayward, selezionata in Nuova Zelanda nel 1920. A questa sono state affiancate, negli ultimi anni, altre tipologie: da quelle precoci a polpa verde, sino alla nuova a polpa gialla, detta anche "gold". Tuttavia l'irrompere del problema della batteriosi del kiwi ha indotto i genetisti ad avviare dei programmi di miglioramento genetico che stanno dando i loro frutti. Tra l’altro, si stanno testando anche varietà di kiwi a polpa rossa.

I numeri del kiwi

Secondo i dati ufficiali FAO, nel 2016 la Cina si è classificata come il primo produttore al mondo di kiwi, con una produzione di 2.390.287 tonnellate su una superficie coltivata di 197.048 ettari. Ma subito dietro la Repubblica Popolare, c'è l'Italia, con una produzione di 523.595 tonnellate. La Nuova Zelanda è al terzo posto, con 434.048 tonnellate di kiwi prodotte e una superficie di coltivazione pari a 12.574 ettari. Il nostro Paese ha conosciuto il frutto esotico all'inizio del Novecento, ma l'habitat favorevole ha creato le condizioni affinché si potessero impiantare con successo numerose coltivazioni, per un totale di 26.510 ettari. Secondo i dati forniti da Coldiretti il 90% della produzione di kiwi viene ottenuta in sei regioni: Lazio (42%), Emilia-Romagna (15%), Piemonte (12%), Veneto (9%), Calabria (7%) e Campania (5%). La raccolta, che in Italia inizia a fine autunno e si protrae fino all'estate, viene fatta tre anni dopo la messa a dimora della pianta. Ogni esemplare produce una media di 9 kg di kiwi. Il kiwi made in Italy è reperibile sul mercato da novembre a giugno, mentre negli altri mesi si tratta di frutti provenienti dall’estero. Il valore della produzione (2016-2017) è pari a 420 milioni di euro.

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