Gli anziani impiegano il doppio ad accorgersi che stanno cadendo

La percezione rallentata comporta maggiori rischi di conseguenze dannose per gli over 65 (Getty Images)
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Agli over 65 occorrerebbero 88 millisecondi, mentre in età più giovane ne basterebbero 44. Ecco perché la reazione è spesso tardiva e i danni conseguenti maggiori

Uno dei motivi per cui le cadute degli anziani hanno spesso conseguenze rovinose risiederebbe nel fatto che le persone di età avanzata impiegano il doppio del tempo per capire che stanno cadendo. Lo afferma uno studio dell'università canadese di Waterloo.

Percezione lenta

Il problema delle cadute, scrivono gli autori, riguarda un terzo degli over 65. Per misurare la loro percezione i ricercatori hanno chiesto ai partecipanti allo studio di effettuare una "caduta controllata" ascoltando una serie di suoni emessi in momenti diversi e chiedendo poi loro quale di questi avessero sentito nell'istante dell'inizio della caduta. Le persone tra i 18 e i 40 anni, hanno spiegato gli studiosi, impiegano circa 44 millisecondi a rendersi conto che stanno cadendo; sopra i 65 anni ne servono invece in media 88, esattamente il doppio: "Questo significa che nel momento in cui gli anziani si rendono conto della caduta, è troppo tardi per fare qualsiasi cosa".

L'impatto delle cadute

Secondo i rilievi della Public Health Agency canadese riportati nella ricerca, il 20-30% degli anziani incappa ogni anno in una caduta. "Quando il sistema nervoso rallenta la percezione della caduta e i riflessi diminuiscono, il rischio di infortuni o morte cresce in modo significativo", afferma lo studio. La ricerca dà conferma scientifica a un dato riscontrabile nella vita di tutti i giorni, ma offre un importante elemento ulteriore di analisi: comprendere l'esatto tempo di reazione è infatti significativo per conoscere meglio i meccanismi del cervello e sviluppare sistemi di assistenza ad hoc per contrastare il fenomeno.

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