Come donare il sangue: i passi per diventare donatore

L'età dell'aspirante donatore di sangue dovrebbe essere compresa tra i 18 e i 60 anni (foto d'archivio, Getty Images)
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Dalle procedure necessarie ai requisiti richiesti. Che passano principalmente per lo stato di salute e gli stili di vita. Ecco tutti i passaggi per ricevere l'idoneità, dal colloquio preliminare ai test di laboratorio

L'estate 2017 è stata caratterizzata, tra le altre cose, dall'emergenza causata dalla mancanza di donatori di sangue, fondamentale per i servizi di primo soccorso, gli interventi chirurgici, il trattamento delle varie forme anemiche, le trasfusioni e molto altro. Ecco allora un focus su tutti i passaggi da seguire e i requisiti per poter diventare donatori.

 

I requisiti per donare

Per prima cosa, uno dei requisiti che vengono valutati nella richiesta per diventare donatori è l'età della persona che dovrebbe essere compresa tra i 18 e i 60 anni. La decisione è a discrezione del medico per chiunque voglia donare il sangue per la prima volta e abbia più di 60 anni. Per i donatori abituali, invece, la donazione è consentita fino al compimento del 70esimo anno di età, sempre previa valutazione clinica dei fattori di rischio. Il peso di un donatore non deve essere inferiore ai 50 kg, il suo stato di salute deve essere buono e con uno stile di vita che non comprometta la propria salute e quella di chi riceverà il sangue. L'idoneità, in ogni caso, viene stabilita a seguito di un colloquio individuale con uno specialista e una valutazione clinica basata anche su esami in laboratorio per garantire la sicurezza di donatore e ricevente. Un decreto del ministero della Salute del 2 novembre del 2015 ha stabilito l’elenco dei requisiti fisici che una persona deve avere per essere idoneo alla donazione. Oltre all'età e al peso, ci sono una serie di parametri legati alla qualità del sangue e ai suoi componenti, come ad esempio di livelli di emoglobina e la pressione sistolica e diastolica.

 

I passaggi da seguire

Per chi vuole donare, il primo passaggio da seguire è rivolgersi alla sede dell'Avis più vicina. Prima di ogni donazione è necessario compilare un questionario finalizzato a conoscere stato di salute e stile di vita dell'aspirante donatore. Un secondo colloquio e la visita con un medico serviranno ad approfondire le risposte contenute nel questionario. Il giorno del prelievo sarebbe preferibile una colazione leggera al mattino, a base di frutta fresca o spremute, tè o caffè senza zucchero, pane senza condimento o altri carboidrati semplici. Ad ogni donazione, il sangue prelevato viene sottoposto a diversi esami. Tra questi i test sierologici dell'Hiv ed epatite. In occasione della prima donazione vengono anche effettuati test per la determinazione del gruppo sanguigno, mentre i donatori abituali sono sottoposti a controlli periodici, con cadenza almeno annuale, per valutare glicemia, colesterolo, ferro e altre componenti chimiche del sangue. Al termine del prelievo viene solitamente offerto un ristoro per reintegrare i liquidi. È sconsigliato svolgere attività rischiose a seguito della donazione.

 

Intervalli e cause di sospensione

Il numero massimo di donazioni di sangue nell'arco di un anno non deve essere superiore a 4 per l'uomo e per la donna non in età fertile, e a 2 per la donna in età fertile. L'intervallo tra due donazioni non deve essere inferiore ai 90 giorni. Tra i motivi di sospensione della donazione ci possono essere interventi per piercing, tatuaggi o rapporti sessuali a rischio occasionali che richiedono una sospensione di 4 mesi. Necessari da 6 a 12 mesi di sospensione al rientro da zone dove esiste il rischio di contrarre malattie infettive tropicali; 6 mesi a seguito del parto; e l'esclusione permanente in caso di positività all'Hiv, epatite B e C e malattie croniche.

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