Il sale non è amico del cuore: non più di 5 grammi al giorno

Si stima che circa due milioni e mezzo di decessi l’anno potrebbero essere evitati se il consumo globale di sale fosse ridotto ai livelli consigliati dagli esperti (foto: Getty Images)
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Le conseguenze negative di un elevato consumo di questo alimento trovano nuovi riscontri nella ricerca scientifica

Il sale non è amico del cuore. Sempre più evidenze scientifiche mostrano che una dieta basata su alti quantitativi di cloruro di sodio potrebbe aumentare i rischi legati a patologie cardiache. Il monito arriva dagli esperti del congresso europeo di Cardiologia a Barcellona, che si concluderà il 30 agosto. Un eccesso di sale, secondo uno studio di 12 anni su oltre 4mila persone presentato nella città catalana, raddoppierebbe il rischio di insufficienza cardiaca.

Le conseguenze di una dieta ricca di sale

Secondo gli esperti intervenuti al congresso, l’assunzione di sale sarebbe una delle principali cause dell’alta pressione sanguigna. Alte dosi di cloruro di sodio nella propria dieta rappresentano "un fattore di rischio indipendente per la malattia coronarica e l’ictus", ha detto Pekka Jousilahti, dell'Istituto nazionale per la salute e il benessere di Helsinki, Finlandia. Oltre alla malattia coronarica (Chd) e all’ictus, l’insufficienza cardiaca è una delle principali malattie cardiovascolari in Europa e nel mondo. Il ruolo dell’assunzione di quantità elevate di sale nello sviluppo di questa patologia, però, fino ad ora era rimasto sconosciuto.  

I numeri dell'Oms

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, la maggior parte delle persone consuma ancora troppo sale nella propria dieta. Una media compresa tra i 9 e i 12 grammi al giorno che, in alcuni casi rappresenta il doppio del valore massimo raccomandato. È stato dimostrato che un’assunzione di sale inferiore ai 5 grammi al giorno potrebbe ridurre negli adulti la pressione sanguigna, oltre che il rischio di contrarre patologie cardiovascolari, ictus o attacchi cardiaci. Gli Stati membri dell’Oms si sono impegnati a ridurre le dosi di sale nella dieta della popolazione del 30% entro il 2025. Moderare l’assunzione di sale, infatti, potrebbe essere la misura più efficace per aumentare il benessere della popolazione: si stima che fino a due milioni e mezzo di decessi l’anno potrebbero essere evitati se il consumo globale di sale fosse ridotto ai livelli consigliati dagli esperti.

I risultati delle ricerche presentate a Barcellona

Dal congresso in corso a Barcellona è emerso che l’elevata assunzione di sale potrebbe aumentare notevolmente anche il rischio di scompenso cardiaco. E questo aumento del rischio di insufficienza cardiaca correlato al consumo di sale sarebbe indipendente dalla pressione sanguigna. Ad esempio, secondo gli studi, il campione di persone che consumava più di 13,7 grammi di sale ogni giorno avrebbe avuto un rischio di danno due volte più elevato rispetto a quello che ne consumava meno di 6,8 grammi. In realtà, l’assunzione ottimale giornaliera di sale, secondo l’Oms, è di massimo di 5 grammi al giorno. Ancora più bassa, secondo gli esperti, la quantità necessaria a mantenere l’organismo attivo, che sarebbe addirittura della metà.

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