Spagna, in 3 casi su 4 batteri fecali in mojito venduto illegalmente

Il mojito è un celebre cocktail di origine cubana composto da rum, zucchero di canna, succo di lime, foglie di menta e acqua gassata (Getty Images)
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Un laboratorio ha analizzato per "El Pais" i prodotti offerti dai venditori ambulanti fuori norma sulle spiagge di Barcellona. Sono state trovate tracce di Escherichia Coli, che può causare infezioni alimentari

Tracce di batteri che possono causare infezioni alimentari sono state trovate in alcuni cibi e bevande venduti illegalmente sulle spiagge di Barcellona. Un laboratorio, infatti, ha analizzato per il quotidiano "El Pais" quattro tra i prodotti offerti abusivamente dai venditori ambulanti sui litorali catalani con risultati allarmanti: eccetto che nel caso della sangria, sarebbero infatti state trovate tracce di Escherichia Coli, un batterio che può provocare infezioni all'apparato digerente, in quantità molto più elevate di quelle consentite.

Temperatura non a norma

I rivenditori ambulanti si sono moltiplicati negli anni sulle spiagge di Barcellona. Compaiono a decine e vendono un po' di tutto, come riporta "El Pais": dai panini tradizonali a quelli ripieni di patate e piselli tipici dell’India e del Pakistan, ma anche cocktail fatti al momento, come il mojito. Il quotidiano spagnolo ha deciso di far analizzare alcuni di questi prodotti in laboratorio. Così alcuni campioni dei cibi e delle bevande dei litorali catalani sono stati portati al Microbac, il laboratorio per le analisi alimentari diretto dalla dottoressa Carmen García Anglada allo scopo di verificarne la qualità. Per prima cosa è stata misurata la temperatura dei prodotti: nei locali autorizzati il mojito viene servito ad una temperatura tra i 3 e 4 gradi, mentre quelli venduti in spiaggia erano a 15,6. L"empanadilla samosa", un prodotto da forno farcito con vari condimenti, invece, aveva una temperatura di 29,3 gradi. Una condizione non a norma, visto che è ben al di sopra della temperatura a cui dovrebbe essere consumata a freddo (8 gradi) e molto al di sotto di quella a caldo (circa 70 gradi). La temperatura ambiente permette infatti ai batteri di moltiplicarsi, mentre sia il ghiaccio sia il calore estremo li ucciderebbero.

Presenza di Escherichia Coli

I campioni sono stati successivamente analizzati seguendo i protocolli del regolamento europeo 852/2004 dedicato ai prodotti alimentari, che chiunque serva cibi e bevande in qualsiasi luogo dell'Unione Europea è tenuto a rispettare. I protocolli prevedono infatti determinati criteri microbiologici, il controllo della temperatura e il mantenimento della catena del freddo. Dalle analisi, però, a eccezione dei campioni di sangria, tutti gli altri prodotti sono risultati contenere un'ampia presenza di Escherichia Coli, batteri comuni che si trovano nell’intestino dell’uomo e degli animali e nelle feci. In particolare, nei campioni di Mojito la quantità di batteri riscontrata era di gran lunga superiore ai valori di riferimento (720 coliformi invece dei 10 concessi). Nei campioni analizzati sono stati anche rinvenuti in numero preoccupante altri batteri: Staphylococcus Aureus, Samonella e Lysteria Monocytogenes, tutti microrganismi in grado di provocare infezioni all'apparato digerente. Come segnalano gli esperti, la temperatura degli alimenti è un fattore fondamentale per limitare le contaminazioni. "I batteri crescono esponenzialmente ad alte temperature. Lo stesso bicchiere di mojito, cosumato un'ora più tardi, potrebbe contenere milioni di microrganismo".

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