Nuova ricerca sostiene benefici dei videogiochi contro la dislessia

I videogiochi aiutano i bimbi con dislessia a leggere meglio (Getty Images)
3' di lettura

L'uso di particolari videogame velocizzerebbe la capacità di lettura anche nei bambini dislessici di madrelingua inglese, come aveva dimostrato anche uno studio del 2013 su quelli italiani

In caso di dislessia, l'utilizzo dei videogiochi d'azione permetterebbe di velocizzare la capacità di lettura anche nei bimbi di madrelingua inglese. È quanto emerge da uno studio condotto da un team di ricercatori internazionali a guida italiana.

 

Lo studio sulla dislessia

La ricerca – condotta in Australia da Sandro Franceschini dell'Università di Padova e Piergiorgio Trevisan, dell'ateneo di Udine – è stata pubblicata dalla rivista “Scientific reports”. A migliorare, grazie ai videogame, non è soltanto l'attenzione visiva dei bambini dislessici inglesi ma anche la memoria verbale. I ricercatori hanno scoperto che i miglioramenti nella velocità di lettura indotti dall'uso per poche ore di un gioco d'azione sono dovuti a specifiche stimolazioni di circuiti cerebrali. Stimolazioni che portano a una riduzione dei "costi" neurali nel muovere l’attenzione da uno stimolo visivo – una lettera – a uno uditivo – il corrispondente suono linguistico: un processo fondamentale per imparare a leggere in maniera fluente. Un'indagine simile era già stata condotta qualche anno fa su bambini italiani, con risultati positivi.

 

 

Un team quasi tutto italiano

Il gruppo di ricercatori è guidato dai professori Simone Gori, del dipartimento di Scienze umane e sociali dell’Università di Bergamo, e Andrea Facoetti del Laboratorio di neuroscienze cognitive dello sviluppo del dipartimento di Psicologia generale dell’Università di Padova. I due sono anche consulenti scientifici dell’Ircss “Eugenio Medea” di Bosisio Parini (Lecco), istituto italiano per la ricerca e la riabilitazione nell'ambito dell'età evolutiva. Oltre che da Franceschini e Trevisan, il team è poi composto da Sara Bertoni, sempre dell'Università di Padova, Luca Ronconi (Università di Trento) e da Kit Double e Susan Colmar, dell'Università di Sydney.

 

Dislessia: le differenze tra inglese e italiano

"La lingua inglese, diversamente dall’Italiano, richiede regole più complesse di conversione tra lettere e suoni linguistici", spiega Gori al giornale ufficiale dell'ateneo padovano, "Il Bo". "È infatti molto più difficile imparare a leggere l’inglese rispetto all’italiano. Già qualche tempo fa avevamo scoperto l’efficacia dei videogiochi d'azione nell’accelerare la lettura e l’attenzione visiva nei bambini italiani con dislessia". Gori fa riferimento allo studio da lui condotto con, tra gli altri, i colleghi Franceschini e Facoetti e pubblicato nel 2013 su “Current biology”. La dislessia, disturbo dell’apprendimento che impedisce l’automatizzazione della lettura e della scrittura in bambini che non hanno difficoltà cognitive e sensoriali, ha un’incidenza del 5% (cioè colpisce un bimbo su 20) per la lingua italiana, mentre per l'inglese siamo sopra al 15% (tre su 20).

 

Gli scenari futuri

"La dislessia mette in seria difficoltà non solo il Servizio sanitario e quello dell’istruzione nazionale, ma soprattutto i bambini e le loro famiglie", spiega Facoetti. "Sebbene dopo una riabilitazione mirata gli errori durante la lettura tendano a ridursi nei bimbi con dislessia, il loro scoglio più grande è la velocità di lettura, che rimane rallentata anche negli studenti universitari che presentano questo disturbo”. Il risultato sorprendente dello studio è proprio questo: giocare con i videogiochi aiuta a migliorare la lettura. Una scoperta che potrebbe cambiare completamente lo scenario dei programmi di riabilitazione della dislessia.

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