Relazione tumori-uso dei cellulari, studi scientifici contrastanti

Nessuna risposta definitiva sulla correlazione tra l'uso del cellulare e l'insorgenza di tumori al cervello (Archivio: Getty Images)
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Università e centri di ricerca, finanziati dall'Organizzazione mondiale della sanità, hanno indagato sul legame tra cancro e telefonini. Ma i risultati non hanno fornito risposte certe. Nuovi rilievi arriveranno da Bologna entro fine anno

 

I giudici del Tribunale di Ivrea hanno riconosciuto l'esistenza di un nesso tra l'abuso del cellulare e l'insorgenza di un cancro al cervello. Ma cosa dicono gli studi scientifici? Negli ultimi vent'anni, molte ricerche hanno indagato su una possibile relazione fra telefonino e rischio di tumori. Senza però arrivare a una conclusione univoca.

Risultati contrastanti

Secondo uno degli studi più recenti, pubblicato lo scorso anno dal National Toxicology Program, l'esposizione alle radiofrequenze incrementerebbe due particolari tipi di cancro: tumore al cervello e neurinoma. La ricerca è stata condotta su oltre 2.500 topi esposti ad alte radiofrequenze.

Il più grande studio in materia resta quello chiamato “Interphone”. Risale al 2010 ed è stato finanziato dall'Organizzazione mondiale della Sanità. In questo caso, le conclusioni sono state contrastanti. Nonostante 10 anni di lavoro, 19 milioni di euro spesi e 10mila interviste in 13 Paesi, i ricercatori hanno indicato “l'assenza di rischio per gli utilizzatori, fatta eccezione per i più assidui”. In seguito a questi risultati, nel 2011, l'Oms ha classificato i campi elettromagnetici come “possibili cancerogeni” nel gruppo 2b. Al pari di caffè, sottaceti e altri 291 agenti.

Un nuovo studio nel 2017

È ancora più netto il professore di neurochirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma Alessandro Olivo: “Nel mondo occidentale non c'è nessuna prova scientifica che vi sia un nesso tra l'uso del telefono cellulare e lo sviluppo di un tumore al cervello”. Contro questa ipotesi, Olivo sottolinea che “nonostante l'incremento esplosivo dell'uso dei cellulari negli ultimi 15 anni, non c'è stato un aumento dei tumori cerebrali, né benigni, né maligni”. In assenza di prove certe, le ricerche continuano. Entro la fine dell'anno saranno resi noti i risultati di uno studio dell'Istituto Ramazzini di Bologna.

I pareri dei giudici

Accanto ai pareri scientifici, iniziano a essere numerosi anche quelli giuridici. Oltre alla sentenza del Tribunale di Ivrea, ce n'è una della Corte di Cassazione del 2012 che diede ragione alla Corte d'Appello di Brescia. Allora, la sentenza accolse il ricorso di un lavoratore colpito da neurinoma “in conseguenza dell'uso lavorativo protratto di telefoni cordless e cellulari”. 

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