Salute, via libera all’importazione di farmaci per uso personale

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Il ministro Lorenzin, con una circolare, apre alla possibilità di acquistare fuori dai confini nazionali medicinali che non sono stati ancora autorizzati in Italia. Consentito anche l'import di prodotti innovativi come quelli contro l’epatite, che nel nostro Paese sono più costosi. Necessaria la prescrizione

I malati, con la prescrizione del medico, potranno comprare all’estero i farmaci che al momento non sono approvati in Italia, o per i quali non hanno diritto all’assistenza sanitaria. Il via libera del ministero della Salute è arrivato il 29 marzo e va incontro alle richieste delle cittadini affetti da malattie come l’epatite C, che spesso erano costretti ad andare all’estero per curarsi. Il ministro, Beatrice Lorenzin, commentando la circolare che autorizza l'import per uso personale ha dichiarato: "abbiamo rimosso un odioso ostacolo burocratico sulla via della libertà ed effettività delle cure".

 

 

La circolare – Con il nuovo provvedimento, il medico che ritiene opportuno sottoporre il proprio paziente a un trattamento con un medicinale autorizzato in un Paese estero, ma non in Italia, potrà prescriverne l’acquisto fuori dai confini nazionali ma solo dopo aver inviato al Ministero l’apposita documentazione. Nella circolare rientrano anche i prodotti innovativi come i 'superfarmaci' contro l'epatite C che in Italia hanno un costo superiore o che, in molti casi, il paziente non può ricevere dal Servizio sanitario nazionale non rientrando nelle categorie previste. I medicinali potranno essere spediti dall'estero su richiesta del medico curante o portati personalmente dal viaggiatore al momento dell'ingresso in Italia "purché destinati a uso personale per un trattamento terapeutico non superiore a 30 giorni". Tutti gli altri casi di importazione, compreso l’acquisto diretto su Internet, rimangono illegali.

 

Stop ai blocchi in Dogana – "Nelle ultime settimane – ha spiegato in una nota il ministro Lorenzin – abbiamo avuto molte segnalazioni su farmaci che, regolarmente importati da pazienti italiani per esigenze personali di cura, venivano bloccati in Dogana, anche se si trattava di farmaci legalmente autorizzati in un Paese estero, sebbene non autorizzati in Italia". Secondo il ministro ad alcuni medicinali in particolare veniva impedito l’ingresso perché, sulla base di una interpretazione restrittiva della normativa e "contro l'evidenza scientifica", venivano considerati identici a dei farmaci venduti in Italia anche se c’era "diversità di dosaggio, eccipienti e modalità di somministrazione". Con la circolare, ha sottolineato Lorenzin, si è voluto fare chiarezza sull’applicazione della norma. Nella nota si legge anche che: "non può sussistere una valida alternativa terapeutica per il paziente italiano quando il farmaco autorizzato in Italia non è effettivamente accessibile a tutti, in quanto troppo costoso, come avviene con i farmaci contro l'epatite C e gli altri farmaci innovativi". Alternativa che invece, secondo il ministro, viene introdotta con il nuovo provvedimento. 

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