Usa, tessuti cardiaci rigenerati sulle foglie degli spinaci

Secondo lo studio le foglie di spinacio sono le più adatte per "crescere" i tessuti perché sono composte da un tessuto altamente vascolarizzato, proprio come quello cardiaco (Getty Images)
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Un team di ricercatori del Worcester Polytechnic Institute (Wpi) e dell’Arkansas State University-Jonesboro ha sfruttato la struttura di cellulosa per sviluppare cellule di cuore umano

Usare le piante per "coltivare e rigenerare" il tessuto di un cuore che, ad esempio, è stato danneggiato da un infarto. È questo l’obiettivo che si è prefisso un team di ricercatori del Worcester Polytechnic Institute (Wpi) e dell’Arkansas State University-Jonesboro, negli Stati Uniti. Gli studiosi sono riusciti per la prima volta a far crescere un tessuto cardiaco su una foglia di spinacio, compiendo un deciso passo avanti nelle ricerche. Nello specifico, lo sviluppo è stato possibile grazie al sistema vascolare della pianta, che ha fornito alle cellule tutti gli elementi nutritivi necessari per lo sviluppo. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Biomaterials.

 

 

Procedimento – Per riuscire nell’impresa i ricercatori hanno privato le foglie delle loro cellule vegetali riducendole a una struttura di cellulosa, compatibile con i tessuti umani. In questo modo le cellule di cuore umano hanno potuto sfruttate il sistema vascolare dello spinacio per crescere e in un breve lasso di tempo si sono sviluppate in un tessuto cardiaco completo di vasi perfettamente funzionanti. Oltre alle foglie di spinaci, il team ha utilizzato con successo anche le cellule di prezzemolo e artemisia annua (assenzio dolce); ma le prime si sono dimostrate le più adatte. Joshua Gerslak, il ricercatore a capo dello studio, al sito del Worcester Polytechnic Institute ha spiegato che "le foglie di spinacio sono composte da un tessuto altamente vascolarizzato, proprio come quello cardiaco".

 

Piante come nutrici – "Abbiamo molto lavoro da fare, ma il risultato raggiunto è molto promettente", ha dichiarato Glenn Gaudette, un altro dei ricercatori che hanno partecipato allo studio. "Adattare le piante che gli agricoltori hanno coltivato per migliaia di anni all’ingegneria dei tessuti potrebbe risolvere una serie di problemi che limitano questo campo". Le attuali tecniche per ottenere organi in laboratorio non sono riuscite, fino a ora, a riprodurre in maniera soddisfacente la complessa rete di vasi sanguigni necessaria allo sviluppo dei tessuti. Per questo utilizzare le piante potrebbe aprire nuovi orizzonti: "I vegetali  e gli animali – ha spiegato Gerslak - sfruttano approcci radicalmente diversi per trasportare fluidi e nutrienti, eppure ci sono somiglianze sorprendenti nelle loro strutture di reti vascolari". Conformità che secondo il ricercatore potrebbero addirittura dare vita a "una nuova branca della scienza".

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